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Data: 08/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila e le tasse da restituire - Chiodi: la proroga delle tasse è vicina. Se il governo Berlusconi dovesse cadere tutto si complicherebbe in modo terribile per l'Abruzzo

Ricostruzione L'Aquila, il Pd va all'attacco: il governatore si dimetta da commissario

PESCARA. «E' una corsa contro il tempo. E se dovesse cadere il governo, tutto si complicherebbe in modo terribile». Consapevole che il percorso è accidentato - «Ormai sto più a Roma che in Abruzzo» - Chiodi sarà anche stamane a presidiare i ministeri per sciogliere il nodo delle tasse post-terremoto, quindi non parteciperà ai lavori del Consiglio regionale straordinario, all'Aquila, dove si annuncia la protesta dei cittadini residenti nei Comuni del cratere sismico.
Seduta che prevede la discussione di una risoluzione urgente proposta dal Pd, primo firmatario il capogruppo, Camillo D'Alessandro, per chiedere le dimissioni di Chiodi da commissario alla Ricostruzione.
«Non sarò oggi all'Aquila», spiega il governatore, «e non mi muoverò da Roma fino a quando non avremo ottenuto, nero su bianco, il provvedimento sulle tasse. Le soluzioni ci sono, e c'è la volontà politica. Ma è necessario fare pressioni sul governo, perché questa volontà espressa dal sottosegretario Gianni Letta si traduca in un atto concreto». La conferma è arrivata ieri, a Palazzo Chigi, in margine a un incontro tra i governatori delle Regioni del Sud e il commissario Hahn sui fondi strutturali europei (vedi articolo in basso). «Il governo», ha detto Letta, «è impegnato a trovare la soluzione entro novembre sulla questione del rinvio delle tasse per le popolazioni dell'area del cratere».
La soluzione potrebbe essere un emendamento alla legge di stabilità che entrerà in vigore il 1º gennaio prossimo. «Bisogna fare un provvedimento che sposti la scadenza delle tasse fino al 31 dicembre», riprende Chiodi, che è convinto di poter trovare «il modo per superare tecnicamente il lasso di tempo compreso tra il 20 novembre e l'approvazione della legge di stabilità». Preoccupato per la sorte del governo Berlusconi, il governatore non sembra molto interessato all'iniziativa politica del Pd. «Chiedono le mie dimissioni? È un vecchio ritornello, come se non bastasse averle già annunciate io stesso, le mie dimissioni, nel caso in cui non si dovesse risolvere il problema delle tasse. Lo ribadisco oggi: se malauguratamente non si riuscirà a trovare la soluzione, non esiterei un minuto a farmi da parte come commissario alla Ricostruzione».
Ipotesi che, per il principale partito di opposizione, è già scritta nell'agenda dei lavori dell'Emiciclo. «Chiodi prima ha negato, poi rassicurato, ora ha fallito. In questi casi, ci si dimette» attacca D'Alessandro. «E con lui dovrebbero tacere tutti quei consiglieri regionali di centrodestra, all'Aquila, che sanno sempre tutto ma poi alla fine non sanno mai nulla, e costringono le loro stesse popolazioni e imprese a rincorrere gli effetti del proprio fallimento». Per D'Alessandro, non si può parlare soltanto di rinvio delle tasse. «All'ordine del giorno», rimarca il capogruppo del Pd, «c'è l'abbattimento (60%) del dovuto e la restituzione del restante 40% in dieci anni, a partire dal 2014. Nè più né meno di quel che è stato concesso da altre Regioni per terremoti di minore entità».
Sull'altro fronte, il vicepresidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, prevede che oggi stesso sarà ufficializzato il testo del maxi emendamento alla legge di stabilità e che, nell'immediato, si valuterà la soluzione più rapida ed efficace tra decreto legge, ordinanza o circolare del commissario.
Sulla vicenda tasse è mobilitato anche il fronte sindacale. I segretari generali Cgil, Cisl e Uil Abruzzo - Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo - hanno scritto ai segretari confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti perché facciano, a loro volta, pressioni sul governo per ottenere in modo definitivo, e in tempi brevi, la proroga dei termini di scadenza delle tasse. Il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, che ha partecipato al Consiglio nazionale Cisl, a Roma, riferisce di un colloquio con il segretario generale Bonanni. «Conoscendo appieno le difficoltà sociali-economiche e industriali dell'Abruzzo», dice Giorgi, «Bonanni ha garantito il suo intervento nei confronti del sottosegretario Letta e di altri membri del governo per sboccare una situazione che rischia di diventare esplosiva».

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