MILANO. I mercati mondiali sono oramai sotto l'insegna dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale ha toccato quota 491 punti ieri mattina, record dall'introduzione dell'euro, mentre gli indici borsistici perdevano oltre due punti e mezzo. Dopo la voce delle dimissioni lo spread è sceso a quota 471 per calare sino a un minimo di 456 mentre Piazza Affari guadagnava quasi tre punti.
Dopo la voce delle dimissioni lo spread è sceso a quota 471 per calare sino a un minimo di 456 mentre Piazza Affari guadagnava quasi tre punti percentuali. Una corsa delle azioni milanesi così forte da trascinare al parziale recupero le borse europee, almeno sino all'apertura di Wall Street. Dopo la smentita delle dimissioni in serata lo spread è tornato a quota 487, con il rendimento BTp a dieci anni salito al 6,67% nonostante gli acquisti che la Bce ha effettuato ieri, arrivando a raddoppiare i quantitativi. Alla fine della giornata l'elemento più preoccupante sul fronte dei nostri titoli pubblici è sicuramente l'incredibile distacco con i Bonos iberici: lo spread del Btp rispetto al Bund tedesco è oramai più elevato di 100 punti di quello dei titoli di stato spagnoli che viaggiano a 389 punti contro i 487 degli italiani. Il sorpasso era avvenuto lo scorso agosto quando i Bonos beneficiarono delle prospettive di nuove elezioni in Spagna con i due principali partiti egualmente schierati per una politica di rigore e dello scongiuramento di un crack generale del sistema bancario iberico. Da allora, si viaggiava intorno ai 400 punti, Madrid è risultata nelle percezione degli investitori più affidabile nonostante fondamentali economici peggiori dell'Italia in termini di disoccupazione, deficit e salute del sistema finanziario. L'improvvisa e drastica accelerazione del rendimento del BTp decennale sta spingendo paurosamente l'Italia nella stessa direzione di Grecia, Irlanda e Portogallo. Sono infatti appena 33 i punti base, ossia 0,33 punti percentuali, che separano l'Italia da una eventuale resa davanti ai mercati finanziari e obbligarla a chiedere aiuto alla comunità internazionale. In base alle esperienze di Atene, Dublino e Lisbona, la soglia del 7% è stata raggiunta appena 16 giorni dopo aver superato il rendimento del 6,50% e una volta toccato questo limite, i tre Paesi periferici dell'Eurozona sono stati costretti a rivolgersi alla cosiddetta Troika, Ue-Bce-Fmi, per evitare la bancarotta. L'Italia ha trascinato anche i titoli francesi che ieri hanno toccato un nuovo record negativo nei confronti dei corrispettivi tedeschi a 131,3 punti base, mentre il rendimento è salito al 3,09%. L'andamento dello spread italiano e l'altalena della Borsa ha spinto un deputato di Futuro e Libertà, Aldo Di Biagio, a chiedere alla Consob di intervenire ipotizzando il reato di aggiotaggio. «Diffondere la notizia - ha sostenuto Di Biagio - delle imminenti dimissioni di Berlusconi, salvo poi assistere alla smentita del premier stesso e alla successiva correzione di rotta di Bechis, rappresenta una evidente turbativa dei mercati». Ma l'ipotesi di aggiotaggio sarebbe già stata esclusa dagli accertamenti avviati: il quadro di ieri rientrerebbe infatti nelle normali dinamiche della politica.
La Borsa, comunque, convinta che le ore per il governo siano contate ha registrato un'ottima chiusura, con l'indice Ftse Mib a +l'1,32% confermando Milano miglior piazza tra le maggiori d'Europa. Parigi ha infatti perso lo 0,64%, Francoforte lo 0,63%, mentre Londra ha lasciato sul terreno lo 0,3%.
Bene invece Atene (+1,39%) che ha salutato l'annuncio della costituzione di un governo di unità nazionale. In serata i due principali partiti greci, Pasok e Nuova Democrazia, hanno raggiunto un accordo sul nome del premier, rinviando però a oggi ulteriori informazioni sul primo ministro e sui componenti del nuovo governo.