Pressing del Cavaliere su quel pugno di deputati che ora può salvarlo
ROMA. Oggi prova generale di un voto di fiducia. Lo sa anche Berlusconi che ieri ha passato la giornata al telefono a cercare di recuperare una maggioranza sempre più in bilico. Stamani incontrerà parte degli scontenti, malpancisti o traditori come li definiscono alcuni. Insomma dai firmatari della lettera in cui si chiedeva a Silvio il passo indietro, dipende molto, anche se il Rendiconto generale dello Stato sarà sicuramente approvato.
Come e con quanti voti di scarto è la domanda da mille punti di ieri in un Transatlantico deserto. Nell'ultimo voto di fiducia fermava la maggioranza a quota 316, calcolata però senza il deputato Pietro Franzoso, deceduto la scorsa settimana e sostituito da Luca D'Alessandro, fedelissimo collaboratore di Verdini. Ma da allora i numeri sono cambiati, con i pidiellini D'Ippolito e Bonciani passati all'Udc insieme all'ultima arrivata, Gabriella Carlucci. «Viva la fuga», è il titolo impietoso dello scambio nato dalla rete Twitter sugli abbandoni dalla casa Pdl con le defezioni in aumento. «La musica è finita» commenta Mario Pepe «ma io almeno un camice nell'armadio ce l'ho» aggiunge poi con cinismo uno dei pionieri del gruppo dei'Responsabili' che salvò il Cavaliere il 14 dicembre solo undici mesi fa.
Un giudizio che sbatte frontalmente contro l'ottimismo del Premier appeso al pallottoliere della maggioranza. Oltre i tre sicuri approdati alla corte di Casini, deve mettere nel conto negativo altri quattro o cinque collocati nella zona grigia. Alla categoria degli scontenti si aggiunge quella nuova degli incerti nella quale si collocano Antonione, Pittelli, Milo, Pisacane e Buonfiglio, insieme a qualche altro che quindici giorni fa ha votato la fiducia o era assente. Stavolta potrebbe ingrossare la pattuglia delle astensioni insieme a tutta l'opposizione e far scivolare la maggioranza sulla soglia pericolosissima di 311 voti. Pd e Udc, che hanno già annunciato di non ostacolare l'approvazione del Rendiconto, potrebbero così fare pesare i loro numeri che fino a ieri raggiungevano con certezza quota 308 ma che durante il vertice di ieri tra Fini, Bersani e Rutelli si dava per scontato potesse salire. Un risultato sul filo farebbe immediatamente scattare l'attenzione di Napolitano che su questo provvedimento ha già avvertito il Premier: la maggioranza deve essere solida per portare a termine le riforme e onorare gli impegni che chiede l'Unione Europea.