L'AQUILA. «Gentili colleghi, sembra che le cose a Roma vadano bene, ci arrivano notizie che la sospensione delle tasse degli aquilani ci sarà»: sono le 15,10 di ieri quando il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano anticipa in aula l'esito degli incontri del governatore Gianni Chiodi a Roma. Il consiglio regionale che aveva ripreso da qualche minuto per votare due emendamenti - uno, quello più importante sull'aumento del bollo dell'auto da gennaio si è arenato sulle discussioni ed è stato rinviato a questa mattina - viene di nuovo sospeso per partecipare in segno di solidarietà alla manifestazione organizzata nella vicina Villa comunale, ma è come se avesse tirato un grosso sospiro di sollievo. Alla maggioranza torna il sorriso, all'opposizione resta un'espressione titubante.
Attorno alle 15,30, proprio quando sul palco della manifestazione sta per parlare il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, sulle "tavolette" e sui telefonini dei consiglieri del centrodestra, si diffonde come un tam-tam l'annuncio di Chiodi da Roma battuto successivamente dalle agenzie: «È ufficiale. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato l'ordinanza di proroga della scadenza per la restituzione delle tasse sospese alle popolazioni terremotate. Tale provvedimento andrà a coprire il lasso di tempo che va dalla scadenza attuale, fine a novembre, all'entrata in vigore della legge di stabilità».
Lì per lì c'è qualche dubbio sulla parola impiegata da Chiodi: «Che cosa ha detto? Ordinanza o decreto legge?», ci si domanda in strada. Ma il più sembra fatto. Tanto che anche i manifestanti radunati sotto al palco appaiono ora un tantino più sollevati, malgrado continuino ad esprimere l'intenzione di non abbassare la guardia e il freddo continui a pungerli.
Tecnicamente dovrebbe funzionare così: i terremotati aquilani non dovranno cominciare a restituire le tasse - 12 rate subito e le altre in 120 mesi a partire da dicembre - bloccate nel periodo aprile 2009-giugno 2010 (15 mesi) a seguito del sisma.
L'ordinanza copre il lasso di tempo che va dal 20 novembre fino all'entrata in vigore della legge di stabilità con la quale il nuovo governo dovrà trovare la copertura finanziaria per la proroga definitiva.
Era l'unica maniera, considerati i tempi di crisi a Roma, per poter andare subito incontro alle esigenze degli aquilani e prospettare loro finalmente un trattamento analogo a quello delle popolazioni terremotate di Umbria, Marche e Molise.
«L'ordinanza ha efficacia immediata ed è risolutiva perché chiarisce tutti i dubbi e soddisfa nel contempo le aspettative che si erano create da giorni», sottolinea il governatore di ritorno da Roma che - rientrata per ora la sua minaccia di dimissioni da commissario straordinario per la ricostruzione - si lascia andare a un lungo messaggio di ringraziamenti: «Per la sensibilità mostrata, ancora una volta, nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto esprimo a nome di tutti, i sentimenti della più viva gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi che, in un momento così difficile non ha dimenticato L'Aquila, del sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta che sta sostenendo con autorevolezza la causa aquilana e del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti».
In mattinata erano state le associazioni d'impresa Api, Casartigiani, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Cia, Confesercenti, Confindustria Abruzzo, a disegnare l'ennesimo quadro drammatico all'Aquila se non fosse stato concesso il rinvio della tasse. «La ripresa delle attività produttive stenta a decollare, la restitituzione in un'unica soluzione delle tasse arretrate rappresenterebbe un colpo mortale per il reddito di imprese e famiglie».
Tamponata l'emergenza, si aspetta adesso la legge.
Chiodi afferma di avere avuto certezze anche su questo punto: «Ho la certezza e la conferma da parte del governo che nell'emendamento alla legge di stabilità sarà inserita la questione della restituzione delle tasse sospese. E' un risultato frutto di un defatigante lavoro e di una continua pressione sul governo», riprende il governatore. Che poi su Facebook trova anche il tempo per scrivere: «Sono stanco, ma soddisfatto».
Cialente: la battaglia non finisce qui
Tasse, città in piazza col sindaco nonostante l'annuncio
L'AQUILA. «La mobilitazione dovrà continuare fino a quando la questione delle tasse potrà dirsi definitivamente risolta». Questo il nuovo appello lanciato ieri dal sindaco Massimo Cialente agli aquilani che in 1.500 hanno raccolto l'invito a scendere in piazza, lanciato appena 48 ore prima, per sollecitare una nuova proroga della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto.
Ma questa volta Cialente, sul palco insieme ai sindaci del cratere, agli imprenditori e ai sindacati, è tornato a chiedere con forza anche l'abbattimento del 60% delle somme da restituire. Insomma, lo stesso trattamento fiscale riservato a suo tempo ai terremotati di Umbria e Marche, così come riassunto nello striscione posizionato sul palco.
«Siamo stati tagliati fuori dal maxi-emendamento alla legge di stabilità, cosa che ci ha costretto a tornare in piazza. Ma questa volta non ci fermeremo neppure davanti all'ordinanza firmata solo oggi da Berlusconi, ancora una volta solo dopo la nostra chiamata alla mobilitazione. Ora andremo avanti» ha detto Cialente, arringando la folla assiepata alla Villa Comunale, «fino a quando non ci sarà un atto legislativo con la necessaria copertura finanziaria. Abbiamo avuto un trattamento diverso da quello riservato al Veneto. Ma noi non meritiamo tutto questo. Siamo stati per oltre cinque mesi nelle tende, abbiamo riaperto le scuole e i nostri bambini, ospiti con le loro famiglie sulla costa, per mesi si sono alzati alle 6 per arrivare ogni mattina puntuali all'Aquila. Abbiamo riaperto le facoltà universitarie e siamo andati a vivere in altri quartieri. Molti sono ancora negli alberghi o lontano dall'Aquila. Che altro dovevamo fare? Siamo stati un esempio per tutti ed ora ci dicono che siamo litigiosi. Ma qui la ricostruzione è bloccata, non si è speso un centesimo per il rilancio delle attività produttive e ci chiedono di restituire le tasse».
Il sindaco ha poi lanciato un appello ai giovani. «Il futuro è vostro, spetta anche a voi rimboccarvi le maniche. Venerdi ci sarà una nuova manifestazione e dovremo essere in tanti, perché questa volta non ci basta un rinvio. Vogliamo una soluzione definitiva al problema. È stato già fin troppo umiliante - con tutti i guai che abbiamo - dover tornare ogni sei mesi a chiedere ciò che è un nostro diritto». Incurante dei cartelli esibiti da un gruppo di esponenti dei comitati con le foto di lui Chiodi e Letta e con le scritte «Uniti e colpevoli per voi basta proroghe», Cialente ha incassato l'impegno degli aquilani, che lo hanno più volte applaudito, a tornare venerdì in piazza. «Domani (oggi per chi legge) convocherò di nuovo i sindaci del cratere. La situazione, con il governo ormai traballante, è diventata ancora più complicata. Per questo la mobilitazione sarà permanente».