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Data: 09/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bruxelles avverte: serve un'altra manovra. Dopo il voto lo spread sfiora i 500 punti. Olli Rehn: «Italia bersaglio mobile»

ROMA. Se la missione del ministro Giulio Tremonti, lunedì sera a Bruxelles, ha rassicurato - almeno secondo le dichiarazioni ufficiali - i Paesi Ecofin e la Commissione europea «sulla determinazione dell'Italia ad attuare le riforme elencate nella lettera spedita da Roma a fine ottobre», per i mercati è stato solo un lieve soffio di vento, inavvertito.
Spread e rendimenti dei Btp sono schizzati ai massimi, raggiungendo quasi la soglia psicologica (ma anche reale) del punto di non ritorno. Solo la Borsa fa segnare un timido segno più, a 0.74%, ma lo spread (differenziale con i rendimenti dei bund tedeschi) dopo il voto alla Camera, ha raggiunto quota 497 punti con i rendimenti dei Btp decennali schizzati a 6,77%. E queste due cifre sono gli indici economici più significativi per misurare la febbre dell'Italia: la soglia del 7% per i Btp è considerata infatti dalla Finanza il limite prima del default, del fallimento. Stesso discorso vale per quota 500 dello spread, arrivato a quota 497, invece a 500 secondo la piattaforma Thomson-Reuters. Una situazione drammatica, che l'incertezza politica continua a gonfiare ogni giorno che passa. Anche i Btp a cinque e due anni hanno fatto registrare livelli mai visti, volando a 6,87% e 6,38% sul mercato secondario.
«Con uno spread così non possiamo più andare avanti - ha commentato il presidente degli Industriali Emma Marcegaglia - i numeri dicono che stando con questo spread, ci sono 8,7 miliardi di euro in più di costo della spesa pubblica all'anno». Un costo del denaro che rende impossibile la competizione - dice la Marcegaglia - per le nostre imprese».
Ovvero, finanze deboli, forbice spread che si allarga e quindi tassi di interesse sui Btp che si alzano alimentando il già mostruoso debito pubblico. Una corsa che può finire solo contro un muro a meno che non ci sia un cambiamento negli interventi economici, ma anche politico, dicono quasi tutti gli analisti interpellati. «E' la peggiore combinazione di eventi - ha commentato ieri Marc Chandler capo delle strategie valutarie a Brown Brothers Harriman - Berlusconi vince il voto ma non ha la maggioranza. Questo è euro-negativo perché aumenta l'incertezza a breve».
Con il governo in agonia, è l'Europa a cercare di reggere il colpo.
Il commissario Olli Rehn, che ha presieduto l'Ecofin insieme con il presidente della Bce Draghi, non usa mezze parole: «La situazione in Italia ci preoccupa molto, e con la missione Ue-Bce vogliamo aiutare il Paese ad andare avanti con le riforme» dice a metà pomeriggio».
Tra l'altro ieri è spuntata fuori un'altra lettera, questa spedita da Bruxelles pochi giorni fa, con la quale si chiede una manovra aggiuntiva al governo italiano, perché l'ultima da 50 miliardi sarebbe già stata superata dall'avanzare della crisi. Rehn ha parlato di Italia come di un «bersaglio in movimento» per la speculazione. Per Roma secondo Rehn «il fattore tempo è essenziale dal momento che è sotto la pressione dei mercati».
Preoccupata anche per la situazione politica italiana (Tremonti ne ha parlato nella riunione dell'Eurogruppo), la Commissione Ue spedirà oggi in Italia i suoi esperti per l'annunciata missione tecnica che dovrà stendere un rapporto entro fine novembre. Missione portata di concerto con la Bce e che condurrà i tecnici ai ministeri dell'Economia e del Lavoro. Un Paese ormai commissariato. Conclude Rehn: «La missione sarà solo il primo passo della sorveglianza che l'Ue effettuerà sul Paese che proseguirà con un monitoraggio regolare sul cammino delle riforme». E infine il Fondo monetario internazionale, che si prepara a chiudere "l'accerchiamento". Il direttore generale Christine Lagarde ha fatto sapere da Mosca che gli ispettori di Washington «saranno a breve in Italia dove condurranno un'analisi dettagliata dei conti pubblici del Paese».

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