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Data: 09/11/2011
Testata giornalistica: Ferpress
ATAC: Tosti, categorica smentita a testata web. Polverini: la Regione non darà i 200 milioni

"L'Amministratore delegato di ATAC S.p.A., Carlo Tosti, smentisce categoricamente tutte le affermazioni a lui attribuite in data odierna da una testata web". E' quanto si legge nel comunicato stampa che l'azienda di trasporti capitolina ha emesso oggi e che non cita la testata web oggetto della smentita.
La nota fa riferimento ad affermazioni "attribuite in data odierna da una testata web". In realtà, è probabile si tratti di quanto pubblicato (già nella giornata di ieri) dal sito Affaritaliani.it e rilanciato da diversi notiziari online. Affaritaliani non cita mai il termine "intervista", ma scrive che l'amministratore delegato di ATAC ha scelto la testata "per spiegare le sue azioni da responsabile d'impresa", riportando tutte le dichiarazioni rigorosamente tra virgolette.

Secondo il sito web, Tosti avrebbe dichiarato, in relazione all'ipotesi di intervenire sui contratti integrativi che ha suscitato l'immediata reazione degli autisti: "Quello che sta accadendo è semplice: dopo un periodo di attesa senza neanche una risposta, ho inviato una lettera ai sindacati per spiegare che senza risorse non c'è certezza del futuro e che quindi non possiamo mantenere gli impegni sui contratti integrativi. Ne va della salvezza della società".

In relazione alla disdetta degli accordi Metrebus, Tosti - sempre secondo Affaritaliani - avrebbe dichiarato: "Il piano industriale è stato approvato insieme all'aumento del biglietto. Per noi vale 35 milioni di euro. Così a luglio ho richiesto un incontro tra Comune e Regione per discutere le modalità, i tempi. Col Comune non ho avuto nessun problema, con la Regione invece sono ancora in attesa dell'apertura del tavolo. Quindi per evitare un buco nel bilancio 2012 abbiamo deciso di uscire dal Metrebus, che significa che il sistema non si tocca, ma che Atac non aderirà più alla tariffa integrata".

Un'intervista che la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha concesso ufficialmente a Repubblica Roma aggiunge ulteriori elementi alle polemiche che, in questa fase, sembrano contrapporre da un lato Cotral ed Atac e dall'altro lo stesso Comune di Roma e la Regione. I motivi del contendere sono molto complessi, ma è chiaro che a funzionare da detonatore è la riduzione drastica delle risorse (per il Lazio, 160 milioni di euro) prevista a partire dal prossimo anno per i fondi da destinare al trasporto pubblico locale. La Regione Lazio ha provveduto, nei giorni scorsi, a confermare l'affidamento "in house" al Cotral del contratto di servizio per i trasporti regionali per i prossimi dieci anni, mentre Atac ha difficoltà a farsi riconoscere i crediti che vanta sia verso il Comune che verso la Regione.

A proposito proprio di questi crediti, le dichiarazioni della Polverini sono nette e di assoluta chiusura. L'articolo di Repubblica si apre, infatti, con questa premessa della Presidente della Regione: "Mi dispiace per Atac ma la Regione, fino ad oggi, è stata molto generosa. Ora stiamo cercando di collaborare - continua la Polverini - ma il problema è che le rivendicazioni di Atac partono da un credito che non può vantare. Se si va avanti così la situazione è difficile da risolvere".

Con riguardo, in particolare, a un credito vantato da Atac e che ammonta a 200 milioni di euro, la Polverini dichiara: "Bisogna essere chiari: Atac ha iscritto in bilancio 200 milioni di euro da parte della Regione per il biennio 2009-2010. Peccato, però, che quei 200 milioni in uscita non siano nel nostro bilancio". La governatrice spiega che quegli importi sono "relativi al rinnovo del contratto nazionale e che Atac ritiene siano aggiuntivi rispetto ai 305 milioni di euro che ogni anno versiamo al Comune di Roma per il trasporto locale. Nel Lazio, però, - precisa ancora la Polverini - nessun altro gestore del tpl ci ha mai chiesto alcuna competenza per il rinnovo del contratto nazionale". Quindi, sostanzialmente, Atac non ha diritto a quella cifra e, anzi, ha compiuto un grave errore ad iscrivere quella somma in bilancio, senza preoccuparsi perdipiù di impugnare in tutti questi anni la decisione a suo tempo presa dalla Regione, ha concluso nelle sue dichiarazioni la Polverini

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