«BASTA, non si può andare avanti così: gli autisti non sono tutelati e vanno incontro solo a tanti problemi con il lavoro che svolgono». A parlare è Annamaria (nome di fantasia), moglie di un autista che è anche un collega del 41enne finito nei guai con l'accusa di lesioni personali verso un ragazzino che era a bordo dello scuolabus che conduceva. «Ho detto a mio marito di non intervenire più quando assiste alle litigate fra gli studenti, deve lasciare che si picchiano perché intanto ha solo da perderci come è successo al suo povero collega che ora è indagato». Annamaria racconta anche di conoscere bene quella persona: «Non credo assolutamente che possa avere fatto una cosa del genere, anzi. So invece che quei ragazzini stavano già litigando e si stavano picchiando anche prima di salire sull'autobus dopo la campanella. Capisco fino a un certo punto la madre di quel ragazzo, che riporta cose così gravi, di sicuro il figlio le avrà raccontato ingigantendo e travisando la realtà per evitare una punizione. Come fa a dire, e anche solo a credere, che un autista possa avere maltrattato e minacciato un ragazzino dentro a un autobus pieno di studenti, oltre al fatto di averne poi obbligato uno a picchiare un suo coetaneo. Peggio che in un film». La signora è un fiume in piena: «Sono arrabbiata e sconfortata allo stesso tempo perché quello che è successo a quell'autista poteva capitare anche a mio marito. Lui infatti mi racconta che è un inferno quotidiano: questi ragazzini che escono soprattutto dalle scuole medie sono scalmanati e ne combinano di tutti i colori. Fanno a botte e si offendono come niente fosse, se qualcuno interviene è un attimo che finisca nei guai». SULLA SITUAZIONE difficile a cui devono fare fronte molti autisti interviene il delegato sindacale della Cgil: «Posso dire che gli episodi spiacevoli sono praticamente all'ordine del giorno. Il fatto è che ci sono ragazzi un po' troppo esagitati e quando escono da scuola non si tengono. Quando salgono sull'autobus per tornare a casa poi si scatenano e capita spesso che alcuni compiono atti vandalici verso il mezzo rovinando per esempio i sedili. E poi litigano fra loro, ci sono anche episodi di bullismo e finiscono per offendere anche gli altri passeggeri, anziani ma non solo». Il delegato sindacale fa l'autista per l'Atm e conosce bene l'argomento. «È SUCCESSO anche che fanno scoppiare petardi all'interno del bus e aprono le porte spingendo il bottone di emergenza mentre il mezzo è in movimento». Le linee più calde sono la numero 70 e l'80 che vanno a Marina e a Lido Adriano. Ma anche il 90 che va alle Bassette. «Viene da dire - conclude l'autista - che i minorenni sono iperprotetti dalla legge e basta un nonnulla per finire nei guai anche se loro ne combinano di tutti i colori. Ci vorrebbero più controlli e più operatori a bordo dei bus nelle tratte difficili».