L'azienda ha un passivo da 120 milioni di euro, ma Coletti diventa anche a.d. delle autostrade del Lazio
A Roma la crisi economica fa sentire il suo peso: il tasso di disoccupazione è al 9,1 per cento. Nonostante questo, nella capitale c'è chi, come Marco Coletti, di incarichi lavorativi ne somma addirittura tre, tutti lautamente retribuiti. Da dieci giorni il manager è stato nominato dalla presidente Renata Polverini alla guida del Consiglio di amministrazione dell'Astral, l'azienda regionale che si occupa di manutenzione stradale. Un ente sulla cui utilità si potrebbe discutere: non detiene nemmeno tutte le competenze sulla mobilità regionale vista la presenza del gemello Aremol. A questa poltrona Coletti andrà a sommare i già redditizie incarichi di vice presidente del Cda di Atac, la municipalizzata romana dei trasporti, e direttore operativo di Ogr, altro ramo della stessa azienda. IL CURRICULUM di Coletti come manager dei trasporti non si discute: prima nel privato con Alitalia e Fiat, poi in Cotral e Trambus, altre due spa pubbliche laziali che si occupano di Trasporto pubblico locale. Anche i rappresentanti dei sindacati di categoria lo descrivono come lavoratore "competente". A scatenare la bufera sulla sua nomina è stato il compenso che percepirebbe. La somma dei tre stipendi ammonta a circa 300 mila euro l'anno. Decisamente troppo, accusa l'opposizione in Consiglio regionale, specie per i conti in "profondo rosso" dell'Atac e la sofferenza di cassa dell'Astral. Centoventi milioni di euro il passivo messo a bilancio dalla municipalizzata lo scorso anno, tra i provvedimenti per ripianarlo è in arrivo anche l'aumento del biglietto da 1 euro per 75 minuti a 1,50 per 100 minuti. Nei gironi scorsi centinaia i dipendenti "indignAtac" che hanno manifestato in Campidoglio contro l'ipotesi di un taglio ai loro stipendi. Il consigliere Pd Enzo Foschi ha presentato un'inter rogazione alla Polverini per chiedere conto di questa nomina. Mentre il suo collega di partito Tonino D'Annibale sostiene che "Coletti ricopre incarichi difficilmente compatibili tra loro, in sostanza svolge sia il ruolo di controllore che quello di controllato, siamo in pieno conflitto di interessi". Di sicuro Colletti ha buone amicizie politiche. Non a caso il primo a difenderlo è stato l'onorevole Pdl Francesco Aracri, già assessore ai Trasporti della giunta Storace, uno dei luogotenenti del centrodestra del settore nel Lazio. Le nomine dei vertici delle aziende regionali da mesi sono al centro di una contesa tra le varie anime del Pdl laziale, che ora si è fatta più aspra in vista dei congressi di federazione. La Polverini dal canto suo ha utilizzato diverse poltrone per piazzare ex consiglieri regionali rimasti esclusi dall'aula dopo il caos liste. Ecco quindi Massililiano Maselli alla guida di Sviluppo Lazio, Erder Mazzocchi all'Arsial, Bruno Prestagiovanni all'Ater di Roma e Tommaso Luzzi proprio all'Astral. Un esercito di politici locali di lunga data rimasti disoccupati e prontamente tornati in sella nell'arco di un anno. Sembra che Coletti non abbia ancora firmato alcun contratto con l'Astral, si starebbe riservando di ragionare su un suo eventuale disimpegno da uno dei suoi altri ruoli. Ma, visti i tempi che corrono, perché rinunciare ad un posto di lavoro ?