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Pescara, 08/04/2026
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Data: 10/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sciopero bianco, metro nel caos. Protestano i macchinisti, corse rallentate. Capitani (Filt Cgil): «L'Atac si è impegnata a ritirare il provvedimento sulla disdetta della contrattazione di secondo livello, gli stipendi dei lavoratori non verranno toccati, sono salvi».

Paura e rabbia dei passeggeri rimasti bloccati nelle stazioni. In serata riapre la trattativa con l'azienda

Panico. Non c'è altra parola per descrivere la sensazione di chi ieri mattina si è ritrovato ammassato sotto la stazione della metro Termini, spintonato da migliaia di persone bloccate sulle banchine e sulle scale mobili. A scatenare l'ennesimo disservizio il cosiddetto «sciopero bianco» di macchinisti e operai addetti alla manutenzione, l'ultima protesta dei dipendenti Atac contro l'azienda. I disagi sono continuati per tutta la giornata sia sulla linea A che sulla linea B. Dura la condanna del sindaco Gianni Alemanno che parla di «sciopero selvaggio» e annuncia un incontro con il prefetto, mentre l'Atac paventa «la possibilità di presentare «un esposto alla magistratura». «Applicazione alla lettera del regolamento per la sicurezza» la replica dell'Unione Sindacale di Base che scrive al prefetto. In mezzo alla diatriba il destino dei passeggeri, vittime quotidiane di disservizi continui, mentre si pensa ad aumentare il costo del biglietto del 50 per cento. In serata l'annuncio della ripresa delle trattative tra sindacati e Atac.
Caos a Termini e disagi per tutta la giornata. Corse saltate, convogli ogni 10-15 minuti, treni che non si fermano e una folla di centinaia di persone che rimane bloccata sulle banchine della stazione Termini. Giornata drammatica ieri per i passeggeri della metro per una protesta durata tutto il giorno. Il momento più difficile nella mattinata: i convogli che normalmente passano ogni 2-3 minuti hanno iniziato a saltare le corse. I treni, troppo pieni, per qualche minuto non si sono fermati alla stazione. La folla di romani che doveva andare a lavoro si è ritrovata bloccata sulle scale mobili e sulle banchine fino a quando, per motivi di sicurezza, è stata disposta la chiusura della stazione Termini per consentire alla folla di abbandonare i cunicoli della metro. L'agitazione è continuata per tutto il giorno. «Rallentamenti di dieci-quindici minuti su tutta la linea, ci scusiamo per il disagio» l'annuncio dagli altoparlanti della linea A, «Servizio ridotto sulla linea B» la scritta sui display sulle banchine. Disperazione, malori e rabbia tra i passeggeri, costretti a salire su vagoni stracolmi.
«Applichiamo alla lettera il regolamento sulla sicurezza». Il sindacato di base Usb respinge le accuse di «sciopero selvaggio» e spiega: «Applichiamo il regolamento alla lettera per evidenziare lo stato vetusto del parco mezzi». Tradotto: macchinisti e operai della manutenzione controllano le vetture e una spia non funzionante, una porta che non si apre possono determinare la sospensione della corsa. Secondo Roberto Cortese, dell'esecutivo nazionale Usb «ogni giorno gli operatori si assumono dei rischi, se dovessero applicare il regolamento alla lettera molti treni non partirebbero. Inoltre alcuni hanno deciso di non fare straordinari». Il risultato: corse ridotte e caos.
Alemanno: no allo sciopero selvaggio. Il sindaco ha annunciato che non saranno più tollerati «scioperi selvaggi». «Fermo restando - ha aggiunto - che vogliamo ascoltare tutti, deve essere chiaro che non permetteremo a nessun sindacato di mettere in difficoltà la città». Alemanno ha annunciato che chiederà al prefetto di essere «molto vigile per impedire che situazioni del genere si ripetano».
La posizione dell'Atac. L'azienda ha parlato di «agitazioni non autorizzate» e ribadito che «manterrà un atteggiamento di assoluta intransigenza nei confronti di chi supera i confini di una normale dialettica sindacale e si riserva di valutare l'opportunità di presentare un esposto alla magistratura per tutte le fattispecie penali e civili che eventualmente emergessero».
La ripresa delle trattative sindacali. In serata l'annuncio: «L'Atac - ha detto il segretario generale della Filt-Cgil Roma e Lazio Alessandro Capitani - si è impegnata a ritirare il provvedimento sulla disdetta della contrattazione di secondo livello, gli stipendi dei lavoratori non verranno toccati, sono salvi». «Il confronto sul piano industriale - dice Atac - inizierà il 14 e dovrà chiudersi improrogabilmente entro il 25».

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