Abbiamo ricevuto il massimo in un contesto difficile Marche e Umbria? Lì la sospensione non è stata uguale per tutti
PESCARA. «Siamo andati oltre le più rosee previsioni in un contesto politico difficilissimo e finanziario più grave dal dopoguerra». Il presidente della giunta e commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi ripete di essere «stanco ma soddisfatto» nell'annunciare che la proroga per le tasse degli aquilani è nell'emendamento della legge di stabilità del governo. «Ormai si può benissimo dire che è legge, la settimana prossima verrà infatti votata dalla Camera», afferma il governatore che, abbozzando un sorriso, lancia una sfida: «voglio ora proprio vedere i parlamentari abruzzesi, i vari Legnini, Mascitelli, che cosa faranno: se non voteranno la legge è come se andassero contro i terremotati aquilani».
Dopo l'ordinanza di martedì che ha prorogato la sospensione delle tasse fino al 31 dicembre, adesso c'è la certezza legislativa che i terremotati e le imprese aquilane cominceranno dal 1º gennaio 2012 a pagare a rate contributi e imposte accumulate da quel 6 aprile 2009. Quanto? E per quanto tempo? È lo stesso governatore-commissario a chiarirlo sottolineando come il provvedimento inserito nel maxiemendamento sia stato firmato dal sottosegretario Gianni Letta con l'appoggio di Berlusconi: «I cittadini del cratere del terremoto restituiranno le tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile in 120 rate mensili dal primo gennaio 2012 per un importo del 40% del dovuto, quindi con un abbattimento del 60%, come avvenuto per i terremotati di Umbria-Marche e Molise».
Facciamo un esempio: se un'impresa deve pagare centomila euro, restituirà 40mila euro in dieci anni, cioè 4mila euro all'anno dal 2012 al 2022, che si traduce in 333 euro al mese senza interessi. «È il massimo che si poteva fare in questo momento», aggiunge Chiodi, «per le imprese si tratta di più di una boccata d'ossigeno, ma di una grossa immissione di risorse per la ripresa della produttività. Questa è la dimostrazione che il lavoro e le competenze portano a risultati concreti malgrado tutte le resistenze e le critiche che ho incontrato. Sono risultati», aggiunge tornando a premere sul tasto delle polemiche, «che consentono di vivere politicamente, e questo è ben altra cosa rispetto a chi vive la politica virtualmente cercando di occupare sempre le pagine dei giornali». «Mi hanno criticato anche per aver portato troppe volte Letta all'Aquila, dicevano che era solo una questione di immagine, invece a me interessava la sostanza perché sapevo quanto il sottosegretario, che ringrazio, ci tenesse da abruzzese agli aquilani».
Uno sfogo che termina però davanti alle prime reazioni critiche sui termini del pagamento delle tasse. Il senatore Idv Alfonso Mascitelli dice che gli aquilani non ricevono lo stesso trattamento di marchigiani, umbri e molisani: «Dovranno pagare i tributi pieni dal primo gennaio del 2012 e non dal 2014 come avevano chiesto le opposizioni, avevamo chiesto al governo maggiore tempo per dare sostegno alle famiglie terremotate e per consentire all'economia di ripartire, volevamo la riduzione ancora per due anni al 40 per cento di quanto dovuto. La risposta del governo è insostenibile e non tiene conto della realtà».
«Nella Marche e in Umbria la sospensione fu riconosciuta a tutti solo per i primi tempi e poi concessa soltanto a imprenditori che avevano avuto immobili danneggiati», risponde Chiodi, «noi, invece, l'abbiamo ottenuta per tutti indistintamente in un contesto, ripeto, complicatissimo».
Concetto che ripete il senatore e coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone: «I terremotati abruzzesi avranno lo stesso trattamento di quelli dell'Umbria, Marche e Molise, così come è stato da sempre richiesto». Piccone rivela che l'emendamento del governo, inserito nel maxiemendamento in discussione ieri sera durante la commissione bilancio, approda domani in aula, in Senato. «La settimana prossima», conferma, «è legge».