Anche l'ultima mossa della Procura aquilana doveva rimanere il più possibile blindata ma alla fine proprio tra gli ambienti della Curia la notizia è cominciata a circolare con insistenza fino a quando è esplosa, facendo più rumore rispetto al 22 settembre. Svolta nell'inchiesta sulla fondazione della Curia per la presunta truffa coi finanziamenti post terremoto per il sociale messi a disposizione dal ministro Giovanardi. La procura della Repubblica ha inviato un avviso di garanzia anche al vescovo Giovanni D'Ercole. Gli sono stati contestati fatti differenti rispetto a quelli mossi a Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere finiti ai domiciliari il 22 settembre. D'Ercole avrebbe fornito false informazioni al pm e avrebbe rivelato segreti inerenti a un procedimento penale, secondo quanto contestato in tre fogli, dal pm titolare dell'inchiesta, Antonietta Picardi, e dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara. In pratica il vescovo, nella fase dell'interrogatorio quale persona informata dei fatti, tre giorni prima dell'arresto di Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere, non avrebbe detto tutto quello che sapeva sui due indagati e, appena uscito dagli uffici della Procura, avrebbe avvertito Traversi dell'inchiesta della Procura. Una leggerezza che a D'Ercole è costata cara perché il cellulare dell'indagato era da un anno e mezzo circa sotto controllo da parte degli investigatori.
Il vescovo ausiliare ha affidato a un comunicato la sua riflessione: «Con dispiacere ho ricevuto un avviso di garanzia nel quale mi si accusa di non aver detto la verità al giudice quando sono stato ascoltato come persona informata e di aver comunicato notizie riservate a persona indagata. Posso solo ribadire la mia sincerità, confermare che ho piena fiducia nella magistratura e che, pertanto, quando sarò ascoltato nuovamente avrò modo di chiarire tutto e di dimostrare la mia perfetta buona fede. Sono grato a tutti coloro che in questo momento mi sono vicini». Sul caso giudiziario è intervenuto il sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che ha ricordato come sia «disponibile da tempo sul sito www.politichefamiglia.it un'accurata ricostruzione della vicenda». Giovanardi ha precisato anche che dei 12 milioni disponibili, 3,1 milioni sono stati destinati al Comune dell'Aquila per la ristrutturazione e l'adeguamento della residenza per anziani ospitata nell'immobile ex Onpi: «Il relativo protocollo di intesa (sottoscritto dal sindaco, dal presidente della Regione, commissario straordinario, dal provveditore alle opere pubbliche e dal dipartimento) prevede che l'erogazione del primo finanziamento da parte del dipartimento avvenga nel momento in cui sarà disponibile il progetto esecutivo, circostanza che non si è ancora avverata; le altre risorse sono state assegnate sulla base della valutazione dei progetti presentati dai Comuni del cratere a seguito di apposito bando, effettuata dalla commissione istituita con decreto del commissario straordinario nello scorso marzo».