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Data: 10/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Amato e Saccomanni nel toto-ministri ma spunta anche l'ipotesi Bini Smaghi

Non intendono scoprirle prima dell'incarico anche se le riunioni dei gruppi sono proseguite fino a notte tarda.
Sembra però certo che la casella più delicata e sensibile all'umore del mercati, ovvero quella di ministro dell'Economia, sarà appannaggio di un tecnico. Tra i nomi più accreditati quello di Fabrizio Saccomanni, attuale direttore generale della Banca d'Italia che per settimane è stato in pole position per la nomina a Governatore di palazzo Koch.
In alternativa, sempre per la poltrona di via XX Settembre, Lorenzo Bini Smaghi. Anche l'attuale membro del board della Bce è stato in lizza per sostituire Mario Draghi in Bankitalia.
Ma un governo di soli ministri tecnici sarebbe un problema nei confronti del Pdl e non solo perché figure di rilievo e squisitamente tecniche scarseggino nella sua area di riferimento, ma anche perché molti ministri dell'attuale esecutivo che più si sono spesi per convincere il Cavaliere ad accettare il nuovo governo sperano di farne parte. I boatos di via dell'Umiltà segnalano il forte pressing dei ministri di Liberamente, la componente del Pdl vicina all'attuale ministro degli Esteri. Frattini aspira a restare assieme al collega Raffaele Fitto. A palazzo Grazioli si preferirebbe poi lasciare a Nitto Palma la delicata delega alla Giustizia.
In alternativa crescono le quotazioni di Maurizio Lupi, attuale vicecapogruppo del Pdl che già nel 2008 sperava in un dicastero. Un posto, forse per Matteoli, potrebbe finire alla componente degli ex An che sono sul piede di guerra sin da ieri pomeriggio e che dicono di poter contare su trenta tra deputati e senatori. Una quota del nuovo governo potrebbe essere destinata anche alla componente di Claudio Scajola che ieri mattina ha schierato i suoi in favore del governo tecnico. La pattuglia di «indisponibili» di Antonione e Sardelli, che oggi si costituiranno in componente in vista delle consultazioni e che hanno contribuito non poco a mettere in difficoltà Berlusconi, avranno posti da viceministri e sottosegretari.
Una garanzia per Berlusconi è anche la permanenza di Gianni Letta nel ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel Pd la linea ufficiale è quella di «attendere l'incarico prima di parlare di nomi», ma nel partito di Bersani la discussione è cominciata anche se i democrat sembrano più orientati a spendere tecnici che non politici. In pole position c'è l'attuale vicesegretario del Pd Enrico Letta, l'ex premier Giuliano Amato, l'attuale presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini e il vicepresidente del Senato Emma Bonino.

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