Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.934



Data: 11/11/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
No al 40% di Gtt di Torino ceduto ai privati

LA DISCUSSIONE sul futuro delle aziende partecipate torinesi assume una valenza significativa se diventa una palestra in cui la proposta di un'alternativa nazionale e innovativa per il centrosinistra si misura in una realtà locale di rilievo. LA STRADA che ci troviamo a percorrere è stretta fa due esigenze che, almeno ad una prima analisi, sembrano essere contrapposte: la coerenza con i quesiti referendari di giugno che hanno ottenuto un'ampia maggioranza nel Paese e le ristrettezze di cassa che vincolano il bilancio del Comune di Torino. Accogliamo con favore il fatto che questa difficoltà non sia stata denunciata soltanto da Sinistra Ecologia Libertà, ma abbia aperto un dibattito anche all'interno del locale Partito Democratico. Vorremmo che questo confronto fosse scevro da un approccio ideologico che attribuisce all'intervento privato un potere quasi salvifico di fronte all'inefficienza pubblica, e che non si discosta dalle tradizionali alternative sperimentate in passato. Questa deriva tecnicista praticata dalla stessa politica diventa sostanzialmente un'autodelegittimazione, da parte di chi (rappresentanti e amministratori pubblici) si sente inadeguato a svolgere un compito, decretando che il modello della società a controllo pubblico non sia in grado di riformarsi, se non scomparendo. E non ci soddisfano mediazioni al ribasso, che vorrebbero confinare la partecipazione pubblica in percentuali minoritarie, che non avrebbero più alcuna voce in capitolo. In più sedi ribadiamo che la politica dovrebbe invece provare a dimostrare una propria autonomia dall'economia e proporre innovazione istituzionale, anche guardando all'insegnamento che possiamo trarre da analoghe esperienze straniere. E ciò non può tradursi semplicemente nel difendere delle poltrone nei consigli di amministrazione, peraltro non sempre occupate da persone con le competenze adeguate. Si tratta invece di riaffermare lo spirito referendario accettando la sfida di una maggiore efficienza delle aziende pubbliche, mediante la trasparenza nelle nomine nei consigli di amministrazione, la creazione o il rafforzamento di soggetti partecipati dai cittadini e dagli utenti, che svolgano funzioni di vigilanza e controllo, in posizione di terzietà rispetto all'ente territoriale e all'ente erogatore del servizio, e l'acquisizione di risorse tramite forme di azionariato diffuso, finora sperimentate solo per realtà aziendali più grandi, o individuando come partner soggetti pubblici quali le fondazioni operanti sul nostro territorio. In Consiglio Comunale abbiamo tradotto queste proposte in atti concreti, per la verità in assoluta continuità con lo scorso mandato, in cui avevamo già lavorato in particolare alla definizione del bando per la gestione del trasporto pubblico locale, ponendo come vincolo nel procedere alla gara la non alienazione del 40% di GTT a un privato. Ora il nostro auspicio è che si proceda in questa direzione.

MONICA CERUTTI*

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it