«SE SI VA ALLA gara unica regionale con i criteri finora definiti si rischiano 570 esuberi in Ataf. Le risorse per il trasporto pubblico locale, infatti, sono destinate a diminuire del 5% passando dai 19 milioni del 2009 ai 15 del 2012. A fronte di questo scenario, l'unica strada percorribile è vendere». Di questo è convinto il presidente, Filippo Bonaccorsi, che ieri, in Palazzo Vecchio, ha presentato il piano industriale ai Comuni soci. Un piano che, dunque, contempla il via libera alla privatizzazione, con lo spacchettamento dell'azienda in due parti: gli immobili restano del Comune, il servizio di trasporto pubblico sarà venduto al 100%, così come la quota del 49% che Ataf detiene in Gest e nelle altre partecipate. Questa è la strada doverosa, secondo il presidente di Ataf, «per evitare lo sfacelo di Ataf». «Bisogna mettere da parte la politica, le poltrone, le posizioni di parte e lavorare insieme per dare un futuro ad Ataf, che può essere solo quello previsto nel piano industriale presentato ieri ai soci», sottolinea Bonaccorsi. Per quanto riguarda la gara, il no al passaggio delle deleghe da parte del Comune alla Regione è inevitabile - dice il presidente - visto che porterebbe al tracollo dell'azienda e alla perdita di posti di lavoro. I Comuni soci hanno tempo di pensarci fino al 21 novembre, giorno in cui è stata fissata la nuova assemblea, che dovrà approvare o meno il piano. Solo allora i sindacati saranno messi al corrente del futuro di Ataf. Tutto da studiare dunque il documento presentato ieri ma ai soci sarà fornito altro materiale. SOCI presenti al gran completo ieri: Firenze era rappresentata dall'assessore Mattei, e i comuni di Campi e Calenzano dai rispettivi assessori ai trasporti, ma molto nutrita era la pattuglia dei primi 'cittadini', Simone Gheri di Scandicci, Gianni Gianassi di Sesto, Luciano Bartolini di Bagno a Ripoli, Fabio Incatasciato di Fiesole, Ida Beneforti di Impruneta e Fabio Pieri di Vaglia. Difficile per il momento, visto che il documento è stato appena consegnato, capire se la bozza di piano industriale abbia potuto incontrare, o meno, il gradimento dei Comuni soci e infatti le reazioni sono caute: «Chiaramente - spiega infatti Gianassi - nessuno si è espresso nel corso della riunione: studieremo la bozza e poi ci esprimeremo. Per quanto mi riguarda posso solo ribadire che permane la preoccupazione per il fatto che il Comune di Firenze non ha aderito alla convenzione per la gara regionale dei trasporti che quindi potrebbe essere realizzata senza il bacino di utenza e l'attore più importante».