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Data: 12/11/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Trasporti, nasce la newco a Bologna. Atc e Fer a nozze il 30. Tra dubbi e polemiche

LE NOZZE Atc-Fer si celebrano il 30 novembre. Quel giorno si svolgeranno le assemblee straordinarie delle due società per l'ok definitivo. La fusione rappresenta «l'opportunità di creare un operatore di trasporto pubblico di livello regionale, in grado di competere alla pari con soggetti imprenditoriali di livello nazionale e internazionale», spiega Andrea Colombo, assessore comunale alla mobilità. La newco che nascerà dalla fusione, secondo i dati forniti dalla società di consulenza Kpmg, conterà su un capitale sociale di 68,4 milioni e un patrimonio netto di 111,4; per il 2012 il valore di produzione è stimato in 245,8 milioni (249,5 nel 2013 e 252,8 nel 2014), e un reddito netto di 1,9 (2,6 nel 2013 e 2,8 nel 2014). La quota societaria più significativa della newco (46,13%) andrà alla Regione, seguita da Comune (30,11%) e Provincia (18,79%). e da altri soci, tutti pubblici, con partecipazioni minori. Fuori dalla newco resteranno i rami d'azienda relativi alle infrastrutture ferroviarie (per Fer) e alla gestione della sosta (per Atc). SULL'OPERAZIONE, però, avanzano le perplessità dell'opposizione. Visto che il Comune passerà da socio di maggioranza di Atc a socio di minoranza nella newco, afferma il civico Stefano Aldrovandi, Palazzo d'Accursio «deve pretendere meccanismi di protezione verso eventuali perdite che la nuova società dovesse generare in futuro». Preoccupato dall'assetto societario anche Daniele Carella, del Pdl, certo che, una volta abolite le Province, la Regione finirà per acquisire anche le quote di Palazzo Malvezzi: così, come Comune «non decideremo più niente e la Regione non solo avrà i soldi, ma anche la maggioranza assoluta». Colombo replica: «Se e quando la Provincia verrà abolita, la legge che lo prevederà e le delibere amministrative contempleranno anche il subentro della titolarità giuridica in tutti i rapporti in essere. Detto questo, sarà la Città metropolitana che prenderà le competenze su temi oggi presidiati dalla Provincia». Marco Piazza, del Movimento 5 stelle, ricorda invece che con il referendum di giugno i cittadini «hanno chiesto una gestione dei servizi pubblici lontana dalle logiche delle Spa». «Se siamo consapevoli dell'esito refeferendario - replica Colombo - siamo coscienti anche che esiste una normativa successiva, emanata dal governo, che escludendo in parte l'acqua ripristina sostanzialmente l'impianto normativo precedente».

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