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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara in lutto per Torlontano. Addio professore. Pioniere dell'ematologia, fu senatore per tre legislature. Tutti lo rimpiangono (Guarda il video)

Una vita straordinaria da medico e da politico. Fatale una crisi cardiaca

Glauco Torlontano è morto all'ospedale Santo Spirito che in fondo era la sua vera casa: lì per decenni ha vissuto, lavorato, curato e guarito pazienti che da tutta l'Italia venivano a chiedere la grazia della vita. Aveva 87 anni. Reduce da un'influenza, ieri mattina era pronto a inforcare la bici, andare all'edicola, fare un giro sul lungomare. Sulla porta ha accusato un malore, la moglie Teresa ha chiamato il 118, la morte è avvenuta in Pronto Soccorso. A tradirlo è stato il cuore. Da poco erano passate le 10.
Non c'è pescarese che non abbia conosciuto Torlontano e non c'è pescarese che non lo rimpianga. Alla fama di medico eccellente e di uomo di scienza, pioniere di trapianti di midollo, primario di Ematologia fino al '94, docente universitario fino al '96, si era aggiunta con il tempo la popolarità di politico-galantuomo, fu senatore per tre legislature e consigliere comunale del Pci trasformato in Pds e Ds. Un impegno onorato dall'87 al 2008, prima come indipendente, poi come iscritto. Anche negli ultimi anni, pur dovendo fare i conti con l'età, visitava pazienti, si vedeva in Ematologia, parlava con medici e biologi, i suoi discepoli. E le battaglie civili non le aveva abbandonate: presidente dell'associazione Sos inquinamento lottava contro il suo stesso partito convinto, per scienza, che il filobus sulla strada parco dovesse passare per tutelare la salute collettiva. In tutta la sua esistenza, come aveva confidato sui banchi del consiglio comunale, vedeva un filo rosso: difendeva la vita dei malati leucemici con la stessa tenacia con la quale faceva la sua battaglia in senato, o nei consigli di quartiere, contro la malasanità e l'inquinamento ambientale convinto che la prevenzione fosse la prima arma contro le patologie.
Glauco Torlontano era nato il 30 ottobre 1924, figlio di un imprenditore e di un'insegnante di lettere. Ha avuto tre figli: Massimo, endocrinologo; Fabio, commerciante. E Giuliano, giornalista, responsabile del servizio politico del Tg5 che racconta così la vocazione paterna: «Lui in realtà voleva studiare storia. Era il dopoguerra, un periodo di transizione, fu la madre a consigliargli una professione che non fosse soggetta ai regimi, un medico è medico per sempre». E così è stato. La passione per la storia non è venuta meno, però. La casa è piena di manuali, si aggiornava di continuo, studiava l'età moderna, ancora in questi giorni leggeva testi e documenti. Laureato alla Sapienza cominciò a lavorare al Policlinico di Roma, in Clinica Medica, con il professor Cassano. Fu primario di Medicina all'ospedale di San Giovanni Rotondo. Conobbe in quegli anni il frate di Pietrelcina. «Era laico, Glauco - ricorda Gianni Melilla che con lui condivise l'esperienza in consiglio comunale - eppure a Padre Pio si sentiva legato. La fede religiosa non entrava in contraddizione con l'impegno politico. E' stato un grande».
Nel '73 il ritorno a Pescara. Nel '76, l'11 dicembre, Torlontano firmò il primo trapianto di midollo osseo. Una pratica che ha ridato la vita a tanti pazienti e che ha fatto di Pescara un polo di eccellenza, in Italia e all'estero. La leucemia era una condanna a morte, adesso i malati possono guarire.
Mite e nello stesso tempo battagliero, umile e indomito, capace di sfuriate in reparto ma anche in politica, pretendeva dai collaboratori il massimo impegno. Lo conosceva bene Nazario Pagano, presidente del consiglio regionale, che essendo amico fraterno di Giuliano in casa Torlontano ha passato molti anni della giovinezza: «Il professore era anziano, si può dire che una notizia così me l'aspettavo ma mi dispiace tantissimo. Aveva un qualità umana straordinaria».
La salma si trova nella cappella del vecchio ospedale. Funerali alle 15,30 a San Cetteo.

Quelle battaglie a testa bassa contro tutto e tutti

In bicicletta, con la mascherina sulla bocca. Il professore amava provocare per dare vigore alle sue idee su come rapportarsi con l'ambiente. L'inquinamento atmosferico, le micropolveri e il benzene erano quasi una ossessione. Si presentava di buon'ora nelle redazioni per consegnare di persona gli ultimi rilevamenti delle centraline Arta: «Guardate qui, anche voi avete l'obbligo di fare qualcosa». Torlontano era fatto così: caparbio, a tratti irascibile, quando aveva la sensazione di essere inascoltato, conduceva le sue battaglie sino alle più estreme conseguenze. Il traffico, l'inquinamento acustico, le grandi infrastrutture. Le idee del professore non coincidevano quasi mai con quelle dei colleghi di coalizione e di partito. Aveva scoperto che Pescara era una delle città più rumorose d'Italia. Non solo a causa dei decibel degli stabilimenti balneari, ma per l'effetto canyon causato dai palazzoni degli anni del boom. Ricordava i danni che il rumore era in grado di provocare al sistema nervoso e ad organi vitali.
Uno scienziato in grado di andare controcorrente anche su alcune tematiche ambientali scottanti, come le antenne di San Silvestro. Mentre la polemica infuriava, Torlontano affermava che non esisteva alcuna prova, nella comunità scientifica, in grado di dimostrare una connessione diretta tra l'insorgere di alcune patologie e le onde elettromagnetiche diffuse dai ripetitori radio e tv. L'ultima battaglia affrontata dal professore fu quella per la filovia, con tenacia e contro i comitati cittadini, le associazioni ambientaliste e gran parte del suo partito. Torlontano era impegnato a sostenere che il trasporto pubblico ecologico valeva il sacrificio della Strada parco. Il professore non ha fatto in tempo a vedere i vagoni della Balfur sfrecciare tra Pescara e Montesilvano: una storia infinita, che ha superato il tempo di una vita.

Glauco Torlontano. Da padre dell'ematologia a senatore amato da alleati e avversari
Infiniti messaggi di cordoglio, persino il sito web Forza Pescara ha aperto il notiziario con la notizia di Torlontano. Il sindaco Albore Mascia: «Pescara ha perso un politico d'eccezione e un medico di straordinario valore». Il presidente della Provincia Guerino Testa: «Esempio di professionalità e capacità mediche messe a disposizione della collettività. Desidero esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia Torlontano». Il presidente della Regione Gianni Chiodi: «La sua è stata una vita piena, fatta di impegno professionale e civile. Tutti dovremo fare tesoro degli insegnamenti, della lungimiranza e delle qualità di Torlontano». Esprimono cordoglio, tra gli altri, per il Pd il segretario regionale Paolucci, il senatore Legnini, il consigliere regionale Sclocco, D'Amico vice presidente del consiglio regionale, il gruppo in consiglio e Di Pietrantonio, i giovani democratici, il sindaco di Pianella D'Ambrosio. Gianni Teodoro e Di Paolo per Fli. Costantini, per l'IdV. La Filt Cgil e Mancini, segretario confederale Ugl.

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