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Pescara, 08/04/2026
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12/11/2011
Il Messaggero
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Pochi ministri, mix di tecnici e politici. Verso un ingresso diretto dei partiti nel nuovo esecutivo, solo 10 dicasteri
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ROMA - Dal governo di soli tecnici al governo, «a forte componente tecnica», come sostenuto ieri sera al Tg1 dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Sono bastate ventiquattr'ore per convincere il premier in pectore, Mario Monti, dell'opportunità di un maggiore coinvolgimento dei partiti che dovranno sopportare il peso elettorale di misure «lacrime e sangue». I tempi per arrivare al varo del nuovo esecutivo sono ridottissimi, visto che già lunedì i mercati si aspettano segnali incoraggianti proprio su questo fronte. Ridotto all'osso sarà anche il numero dei dicasteri che potrebbero ridursi a dieci (con portafoglio) con un sostanziale ritorno a quanto previsto dalla riforma Bassanini che prevedeva in un unico dicastero le competenze relative alla Salute e al Lavoro. La riduzione del numero di ministri e sottosegretari rischia di non agevolare il compito di Monti anche se formalmente i partiti sostengono ora di essere più preoccupati del programma. L'unico ad avere avuto il coraggio di venire allo scoperto è stato ieri Marco Pannella che si è proposto come ministro della Giustizia ed ha anche esposto per sommi capi il programma. Resta da vedere se Berlusconi sarà d'accordo, visto che vorrebbe lasciare Nitto Palma in largo Arenula. Per la poltrona più delicata resta in pole position l'attuale direttore di Bankitalia Fabrizio Saccomanni o, in alternativa, Lorenzo Bini Smaghi che da qualche giorno ha lasciato il board della Bce. L'incontro di ieri tra Monti e il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, conferma che palazzo Koch continua ad essere la riserva della Repubblica da cui attingere nei momenti di difficoltà. Tornando ai nomi dei possibili ministri, si segnala come il dicastero degli Esteri potrebbe finire all'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato se non dovesse accettare il Viminale. In questo caso continua ad avere buone possibilità Franco Frattini anche se l'attuale ministro degli Esteri deve vedersela con il fuoco amico. Ovvero con l'irritazione di tanti suoi colleghi che invece rimarrebbero al palo. Berlusconi continua a sostenere che Gianni Letta deve rimanere al suo posto di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In quota Terzo Polo potrebbe arrivare anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che avrebbe il non facile compito di riscrivere le regole del mercato del lavoro occupando la casella del Welfare. In alternativa Nicola Rossi, in quota Pd, che potrebbe però occupare la casella delle Attività Produttive. Il pidiellino Maurizio Lupi o il centrista Rocco Buttiglione sono in lizza per la pubblica Istruzione, anche se da ieri si parla con insistenza di Andrea Riccardi, fondatore e animatore della comunità di Sant'Egidio. Luca Cordero di Montezemolo potrebbe dirottare l'invito ad entrare al governo che gli stato fatto sull'ex presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni. In lizza anche Pietro Ichino, anche se l'inserimento del senatore nella lista dei possibili ministri ha sollevato già molte perplessità nel Pd e nella Cgil. Un incarico nel governo potrebbe averlo anche l'ex senatore Umberto Veronesi così come l'ex ministro Livia Turco. L'amicizia tra Monti ed Emma Bonino è nota e suggellata ieri nell'aula di palazzo Madama con un lungo abbraccio. L'esponente radicale potrebbe tornare alla sua vecchia delega, le Politiche Comunitarie anche se lo stesso dicastero potrebbe restare in mani finiane con Benedetto Della Vedova. Sfumate le chance di Lamberto Dini dopo il tira e molla di ieri mattina a palazzo Grazioli su una possibile candidatura a premier da parte del centrodestra dell'ex presidente del Consiglio. L'agitarsi interno al Pdl si spiega infatti anche con la voglia di molti ministri ancora in carica di restare contando proprio sulla necessità che ha Monti rendere meno esterno possibile il contributo dei partiti. Se il calendario dei giorni scorsi verrà rispettato, Monti e i ministri potrebbero giurare già nella giornata di domani o al massimo lunedì mattina.
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