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Data: 12/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Appello delle parti sociali «No al voto, subito un altro esecutivo»

ROMA - Imprese e sindacati di nuovo insieme per chiedere alla politica di fare presto. Per dire no al voto, e sì a un governo di emergenza, considerata l'unica «condizione per garantire la salvezza del Paese». Di fronte ai tentennamenti degli schieramenti politici, ieri tutte le parti sociali, con la sola esclusione della Cgil che dopo una lunga riflessione ha ritenuto di non firmare, hanno concordato un nuovo appello. «Il tempo dell'attesa è finito. Lunedì l'Italia deve avere un nuovo governo di emergenza nazionale con una guida autorevole e il più ampio consenso in Parlamento» chiedono Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, Confindustria, Rete Imprese Italia, Cisl, Uil e Ugl.
«Abbiamo piena e totale fiducia nell'operato del presidente della Repubblica», spiegano le parti sociali, sottolineando che «questa è la condizione per garantire la crescita, la stabilità e soprattutto la salvezza del Paese. Tutte le forze politiche, nessuna esclusa, devono dare il proprio contributo». Netta la chiusa: «Chi si sottrarrà a questo impegno si assumerà la responsabilità di portare il Paese in una drammatica situazione di non ritorno».
Piace l'ipotesi Mario Monti. «E' una scelta saggia» dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che lancia l'idea di «un nuovo patto sociale» per accompagnare l'azione del nuovo governo. E alla responsabilità chiama anche l'Ugl, perché se «Mario Monti è una figura di grande prestigio» solo l'apporto di tutte le forze politiche e sociali del Paese «potrà creare quelle condizioni di cooperazione e solidarietà necessarie a farci uscire dalla crisi», dice il segretario generale Giovanni Centrella. Non mancano le ricette e i veti. Secondo il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, per tornare a crescere serve un taglio dei costi della politica, la riforma fiscale. No invece ai licenziamenti e alle modifiche al sistema previdenziale.

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