Entro questa sera arriverà il via libera definitivo alla legge di stabilità. E, con essa, diverrà ufficiale il maxi sconto sulla restituzione delle tasse: si pagherà solo il 40 per cento, da gennaio 2012, in 120 rate mensili. Ieri il Senato ha licenziato il provvedimento con 156 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto. I gruppi di maggioranza hanno votato a favore. I senatori del Pd e del terzo polo sono rimasti in aula, ma non hanno partecipato al voto. La legge approderà stamattina a Montecitorio, in serata è prevista l'approvazione. La copertura finanziaria, 65 milioni di euro per i prossimi 10 anni, è stata ottenuta attraverso un aumento dell'aliquota dell'accisa su benzina e gasolio. Proprio in dirittura d'arrivo c'è da registrare uno scontro politico piuttosto aspro nato in commissione e proseguito sulla Rete. Il governatore Gianni Chiodi ha pubblicato un commento su Facebook: «Ma è vero che in Commissione al Senato, sul maxi emendamento che contiene la riduzione del 60 per cento delle tasse degli aquilani, l'Idv ha votato contro, il Pd si è astenuto e l'Udc e il Fli sono addirittura usciti?». Il post ha provocato la reazione sdegnata dei senatori del Pd, che hanno contrattaccato: «Il presidente della Regione continua ad essere mal informato e tendenzioso. Il Pd e l'Idv hanno votato a favore dell'emendamento tasse Abruzzo. Semmai è il Pdl che ha votato contro i nostri emendamenti che prevedevano la ripresa dei versamenti al 2014 e non nel 2012. Il maxiemendamento non c'entra nulla perchè conteneva solo le misure per l'Europa». Luigi Lusi, vice presidente in commissione Bilancio al Senato, ha detto che «il Pd ha riproposto, come da due anni a questa parte, un emendamento che prevede l'avvio della restituzione delle imposte e tasse non versate con decorrenza dal primo gennaio 2014 e che il Pdl e la Lega lo hanno bocciato come fanno da due anni a questa parte». A questo proposito il senatore del Pdl Paolo Tancredi ha spiegato che «per far slittare la restituzione al 2014 sarebbe servita un'ulteriore copertura economica di duecento milioni di euro. Più di così - ha concluso - non si poteva fare». Dall'Udc è arrivato un invito a moderare i toni: «Basta polemiche - ha detto il deputato Pierluigi Mantini -, ora semplificazione e sviluppo. Occorre riconoscere, con piacere, che Gianni Lettae Gianni Chiodi hanno rispettato, pur in extremis, l'impegno sulla riduzione delle tasse assunto con il parlamento e con gli aquilani. Ora basta con le polemiche. Nella legge sul terremoto all'esame della Camera ci concentreremo sul tema della semplificazione amministrativa e dello sviluppo. Udc e Terzo Polo sono per lo snellimento delle attività, sotto responsabilità professionale e adeguati controlli in corso d'opera, anche per gli edifici classificati E. È inoltre fondamentale disciplinare termini certi per le decisioni, tramite conferenza dei servizi, per i nuovi progetti». Rete Imprese Italia ha chiesto che ora si passi «a una concreta programmazione economico finanziaria, attesa da lungo tempo. Ora ci si impegni tutti uniti senza alcuna distinzione a procedere nel cammino della rinascita del territorio con la zona franca».
Proprio sulle incertezze della ricostruzione l'Ance ha inviato una lettera a Chiodi, Cicchetti e Cialente per chiedere un incontro urgente: «Il ritardato avvio della ricostruzione pesante, sommato ai ritardati pagamenti e all'assoluta mancanza di programmi certi per il breve e medio termine, oltre alla crisi generale, stanno generando gravi ripercussioni. Non è arrivata ad oggi l'attesa accelerazione sui processi di approvazione delle settemila pratiche ferme relative agli edifici E. A questo punto, dopo aver speso risorse e buona volontà, siamo costretti a pianificare i licenziamenti in mancanza di certezze sulle tappe della ricostruzione».