| |
|
| |
Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.934
|
|
|
|
|
|
|
13/11/2011
Il Centro
|
L'ultimo appello dei fedelissimi, Silvio resisti. Ferrara, Feltri e Sallusti: «Prima si usavano i carrarmati, ora lo spread» |
|
Santanchè possibilista sul governo tecnico Attacchi a Marcegaglia MILANO. «No al governo Monti e si vada subito al voto». Erano in mille, ieri, al Teatro Manzoni di Milano per gridare questo slogan, per dire a Silvio Berlusconi di non cedere all'ipotesi di governo tecnico e di proporre, in fretta, la data delle elezioni. A volere la manifestazione Giuliano Ferrara, direttore del Foglio; Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e Vittorio Feltri, noti giornalisti molto vicini alle posizioni del Cavaliere. Per Ferrara «il governo tecnico è la fine della democrazia in Italia. Una volta per fare questo usavano i carri armati, adesso usano lo spread». Il direttore del Foglio ha attaccato il primo ministro Sarkozy che nei giorni scorsi aveva invitato Berlusconi «a farsi da parte». «E' stata una dichiarazione vergognosa - sostiene Ferrara - e Frattini, invece che litigare con i fascisti, chiami l'ambasciatore e chieda conto di questa mascalzonata». Vittorio Feltri ha usato l'ironia per spiegare la sua contrarietà al governo Monti. «E' come affidare alla sinistra e a componenti della Dc - ha detto - la soluzione del problema che loro hanno creato. E' come chiedere a Dracula di donare il sangue». Per il sottosegretario Daniela Santanchè «si può anche discutere di un governo tecnico, ma senza inciuci e senza ammucchiate. E poi bisogna andare alle elezioni, senza se e senza ma». La fedelissima del Cavaliere, con una punta di amarezza, ha poi concluso: «Sono berlusconiana, non voglio assistere al funerale del berlusconismo. Non voglio andare dietro a quello che sarebbe il feretro di tutti noi». Duro il giudizio di Alessandro Sallusti: «Mario Monti ha nel suo curriculum anche il lavoro alla Goldman Sachs. E quello è un covo di criminali veri, sono quelli che hanno innescato la crisi finanziaria». In sala il ministro Gianfranco Rotondi parla senza mezzi termini di «golpe bianco», ma è Ferrara a scaldare ancora gli animi (molti i cartelli inneggianti a Berlusconi). «Il governo Monti è la vera antipolitica. E' l'esproprio del diritto di essere governati da persone che godono di consenso. Si potrebbe andare al voto anche a gennaio e allora ci sarebbe una maggioranza politica eletta su un programma di riforme, e questo sarebbe un fattore di stabilizzazione». Quindi un attacco a Emma Marcegaglia: «E' il peggior presidente di Confindustria». Infine un avvertimento a Berlusconi: «Se cederà il passo al governo Monti e a un governo tecnico appoggiato anche dalla sinistra, qualche giorno dopo si scatenerebbe un inferno su di lui e su tutto quello che lui rappresenta».
|
|
|
|
|