ATESSA - Passa da Atessa il cammino (solo il tempo dirà se destinato a concretizzarsi, oppure a restare solo una speranza) di avvicinamento tra il centrosinistra e il Terzo polo, in vista delle amministrative di primavera in Abruzzo. Ieri sera, proprio questa ipotesi aleggiava nel teatro comunale di Atessa, nel convegno organizzato dall'associazione La Città, nonostante organizzatori e convegnisti facessero riferimento solo ad un «laboratorio di cultura politica». Ma bastava guardare chi c'era sul palco per chiarirsi le idee: Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, Carlo Costantini dell'Idv, Gianni Mellilla di Sel, Giovanni Legnini del Pd, Rodolfo De Laurentiis dell'Udc, oltre agli organizzatori Mirko Pagliai e Flaminia Rozzi. Insomma, tutte personalità che contano nel panorama politico regionale, e non solo.
Ma c'è un altro aspetto da evidenziare. Si parla al teatro di Atessa, ma le orecchie sono rivolte a Roma, sull'evolversi della crisi di governo. E' chiaro, infatti, che intese e accordi locali sono appesi a come andrà finire il tentativo di ricucire i cocci del dopo-Berlusconi che il presidente Giorgio Napolitano ha affidato a Mario Monti. Gli interventi vertono su come la politica si stia muovendo in un momento complesso della società, ma i relatori non si sottraggono alle domande del cronista sulla possibile alleanza tra il centrosinistra e il Terzo polo.
«Certo -dice Legnini- che molto dipende da quello che adesso succede a Roma. Siamo di fronte a un momento grave per il Paese ed è chiaro che i comportanti dei partiti hanno una valenza molto importante. Detto questo, restando in Abruzzo, non è un mistero che il Pd, per le prossime amministrative, guardi a una intesa con l'Udc. Come ci si confronta con i movimenti e i gruppi civici: i casi di Lanciano, Vasto e Francavilla stanno a dimostrarlo».
Melilla tiene a specificare qualcosa in più: «L'Udc deve sciogliere alcuni nodi a livello locale. Tutti sappiamo che, in molti Comuni, come in molti enti, sta quasi sempre col centrodestra: sono situazioni che vanno chiarite». «Sul territorio -sostiene Costantini- bisogna aprire alle istanze che arrivano dalla base, le liste civiche portano valori che magari i partiti hanno dimenticato». Non si sbilancia De Laurentiis: «Vedremo quello che succederà nei prossimi giorni, per le amministrative c'è tempo, però ammetto che ci stiamo già lavorando». Ma Aceto taglia corto: «Da vent'anni in Abruzzo si cambiano le cose, ma facendo in modo che non cambi nulla, non vedo novità sostanziali per il futuro».