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Data: 13/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Calci e colpi di karate, controllori pestati sul 501. Arrestati tre cinesi. Le vittime: erano come furie

Calci, pugni, insulti e mosse di karate. Tre immigrati cinesi hanno scatenato ieri mattina un putiferio quando tre controllori dell'Atac li hanno sorpresi su un autobus in via Prenestina senza biglietto. La verifica, lungo la linea «501», è scattata dopo che le porte della vettura erano state chiuse. Gli orientali, vedendosi in trappola, non ci hanno pensato due volte e sono passati alle mani. Uno dei dipendenti dell'azienda di trasporto comunale è stato colpito più volte alla testa e insieme ai colleghi è stato medicato più tardi al pronto soccorso del policlinico di Tor Vergata.
Ma uno dei passeggeri e l'autista della vettura hanno dato l'allarme per telefono. Mentre a bordo infuriava una specie di rissa, con i controllori che cercavano di difendersi dalla violenza dei cinesi, alcune pattuglie del Nucleo radiomobile dei carabinieri, guidato dal tenente colonnello Mauro Conte, hanno affiancato l'autobus facendo segno al guidatore di fermarsi. Quando i controllori sono saliti a bordo, il «501» era sulla Prenestina, subito dopo l'incrocio con il Raccordo Anulare, nell'estrema periferia est.
Davanti ai carabinieri armati, i cinesi sono stati costretti ad arrendersi. D'altronde, non avevano vie di fuga. I tre, stando ai documenti d'identità (sono in corso verifiche) sono Chun Fu Xia, 39 anni, Liao Wan Feng, 31, e Chen Suwei, 25, il più giovane del gruppo. Gli uomini dell'Arma li hanno portati in caserma dove sono stati fermati per lesioni. Xia, Feng e Suwei sono da ieri pomeriggio in una camera di sicurezza e domani mattina verranno processati per direttissima in Tribunale a piazzale Clodio.
«Quando gli abbiamo chiesto i biglietti racconta uno dei controllori dell'Atac (nessuno dei tre è in gravi condizioni e sono stati tutti dimessi) hanno reagito come furie. Uno dei colleghi ha tirato fuori il blocchetto per fare le contravvenzioni e a quel punto è scattata l'aggressione. Gridavano cose incomprensibili insieme a insulti in italiano».
Tra i testimoni sentiti dai carabinieri ci sono anche alcuni passeggeri del «501» tra cui un paio di romeni. «Quei tre ha detto uno degli utenti a bordo gridavano come pazzi cose di questo tipo: "Il biglietto, il biglietto... Ma quale biglietto? Non lo paghiamo, capito?". Gli stessi uomini delle pattuglie del Nucleo Radiomobile sono rimasti sorpresi dall'aggressività dei cinesi. «Di solito dicono è una comunità che cerca di dare il meno possibile nell'occhio e non cerca scontri». Ma ultimamente, secondo gli investigatori, ci sarebbero «segni di una un'inversione di tendenza» e sono state segnalate altre aggressioni tra i cui protagonisti c'erano cinesi «anche di una certa età».
I controllori e gli autisti dell'Atac, a vedere i numeri e i precedenti, sono diventati nel corso del tempo un bersaglio costantemente nel mirino. Nel 2010, stando alle statistiche dell'azienda di trasporto comunale, c'è stata una aggressione ogni tre giorni. L'8 settembre scorso due guidatori sono stati mandati all'ospedale da un passeggero ubriaco che li ha presi a pugni in piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini.
Ma la maggior parte delle aggressioni hanno per teatro le strade più lontane della periferia. Nello scorso marzo un autista del «776», l'autobus che collega l'Eur al Laurentino 38, nella periferia sud, è stato pestato da una banda di ragazzini mai identificati. Il mese successivo un indiano ha preso a forbiciate due controllori su una vettura della linea «75» in viale Trastevere. Un altro controllore, questa volta a maggio, è stato preso a testate da un egiziano sul «314» nei pressi di largo Preneste.

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