«La proposta di un sindaco tecnico non mi convince perché non sembra essere finalizzata all'esclusivo interesse degli aquilani». Dunque, proposta di Piccone bocciata. E, tra l'altro, da Carla Mannetti, dirigente regionale del Pdl e vicina a Fabrizio Di Stefano. Insomma, l'idea del coordinatore regionale, nella stessa giornata, raccoglie voti contrari da destra e da sinistra (Lolli), con alcuni distinguo. «I tecnici già ci sono e tanti negli enti locali e nelle strutture preposte alla ricostruzione - continua la Mannetti -. Senza entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato noti esponenti politici di centrodestra e centrosinistra ad avanzare o sposare tale proposta, credo che la mia città abbia bisogno di un sindaco aquilano, una persona trasparente e consapevole del fatto che nella prossima competizione elettorale i soli interessi da difendere siano L'Aquila e gli aquilani».
La dirigente regionale del Pdl, poi, lancia un appello alla classe politica del suo partito: «Chiedo a tutti di affrontare il dibattito sulle elezioni comunali con serenità, trasparenza e legalità senza dietrologia, interessi altri, giochetti di palazzo, di partito e di territorio, soprattutto nel rispetto di coloro che con dignità vivono ogni giorno con mille sacrifici la loro vita in una città martoriata. Pensiamo, perciò, a costruire un programma credibile intorno a una persona seria e onesta». La strada migliore? Sicuramente una strada chiara che richiama ognuno alle proprie responsabilità.