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Pescara, 10/04/2026
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Data: 15/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Verso il voto a L'Aquila - Mannetti (Pdl) boccia il senatore Piccone. L'Udc: è tardiva la voglia di unità

PESCARA. «La proposta Piccone mi sembra tardiva. L'ascia di guerra doveva essere sepolta il giorno stesso del terremoto». Così il commissario dell'Udc, Armando Dionisi (nella foto), commenta l'idea di un'intesa «tecnica» nella città che non riesce a risollevarsi dalle macerie del sisma. In sintonia con la valutazione fatta da Lolli, il referente pro-tempore dell'Udc ritiene difficile avviare un confronto a ridosso delle elezioni all'Aquila. «È indubbio», dice, «che ci sarebbe bisogno della massima coesione possibile, ma per prima cosa bisognerebbe accertare se esista all'Aquila una personalità come Monti. E' un'idea che non scarto a priori. Da tempo, l'Udc ragiona su progetti politici di larghe intese. Dico che andrebbe verificata sul campo e, soprattutto, avere il tempo per coltivarla, perché passare dalla contrapposizione muscolare a una qualche forma di collaborazione è difficile senza armarsi di grande impegno e pazienza». Dionisi coglie un segno di responsabilità. «L'esasperazione», prosegue, «è stata creata in gran parte da Berlusconi, e se questa proposta arriva oggi dal Pdl vuol dire che il nuovo clima politico nazionale contribuisce a crearla». Ma l'idea di un candidato sindaco «tecnico» non convince del tutto neppure il Pdl. «Ci sono già tanti tecnici negli enti locali e nelle strutture preposte alla ricostruzione», osserva la dirigente regionale dei Trasporti, Carla Mannetti, «e credo che la mia città abbia bisogno di un sindaco aquilano, una persona trasparente e consapevole che l'unico interesse da difendere è la città».

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