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Pescara, 10/04/2026
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Data: 15/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Raccomandopoli - Concorso Asl sotto inchiesta, nuova denuncia. Di Nisio: nella commissione che ha assunto la moglie di Pagano anche il relatore della sua tesi. I medici: facile truccare i concorsi

PESCARA. «Vantaggi e limiti del vaccino antivaricella». È il titolo della tesi di Graziella Soldato, moglie del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano (Pdl). Relatore della tesi, anno accademico 2004/2005, Carla Granchelli, dirigente del servizio di Igiene e sanità pubblica della Asl. Sempre Granchelli, sei anni dopo, ha fatto parte della commissione di tre esperti che hanno promosso la signora Pagano con 18/20 all'orale consentendole di vincere un posto (da precaria) alla Asl e di ipotecare la proroga.
A rivelare l'esistenza di un rapporto professionale tra la moglie del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano e Carla Granchelli, è Fausto Di Nisio, ex presidente del collegio sindacale della Asl e consigliere comunale dell'Idv. Di Nisio è l'autore dell'esposto che ha fatto scattare le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Mirvana Di Serio: «Oggi andrò in questura per integrare il mio esposto con quest'altro elemento emerso soltanto ieri e cioè che il relatore della tesi di specializzazione di Graziella Soldato alla scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'università D'Annunzio di Chieti-Pescara è stato, poi, un componente della commissione del concorso: se questo non configura un'ipotesi di reato», dichiara Di Nisio al Centro, «basta ad aumentare i dubbi sul mancato rispetto delle norme previste in tema di concorsi pubblici. Vista la sua conoscenza di Soldato, secondo me, Granchelli non avrebbe dovuto partecipare alla commissione, almeno per motivi di opportunità».
ORALE «BRILLANTE». Sesta su dieci candidati alla selezione per titoli, Soldato ha ribaltato la classifica in un colloquio di dieci minuti, a domanda secca, risalente al 10 marzo dell'anno scorso: il vantaggio sulla seconda classificata, grazie al voto di 18/20 preso all'orale con una prova «molto brillante» discutendo delle «strategie di prevenzione della malaria», è stato di 0,795 punti. Il voto del colloquio della seconda classificata è stato di 17 punti, uno in meno di Soldato: una differenza decisiva che si misura con due parole e cioè «molto brillante». La seconda classificata, dice il verbale della commissione, «illustra in modo accurato e competente l'epidemiologia»; la moglie di Pagano «illustra in modo molto brillante e competente l'epidemiologia».
TESI. La tesi di Soldato sulla varicella è pubblicata nella sezione «tesi specializzate» del sito Internet della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica dell'Abruzzo e del Molise, un organismo presieduto dal rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Iorio (vicepresidente Rosa Fecchio, coordinatrice del Comitato per il controllo delle infezioni ospedaliere della Asl e segretario Mario Lizza, medico del lavoro e igienista): cliccando, è possibile consultare la presentazione della tesi di Soldato, 32 pagine dedicate agli «aspetti clinici della varicella e sue complicanze, alla illustrazione dei dati epidemiologici e sieroepidemiologici, dalla descrizione del vaccino, al confronto tra i costi della varicella e quelli della vaccinazione, per arrivare a suggerimenti su possibili strategie di vaccinazione». Sul frontespizio della presentazione, c'è scritto «relatore professoressa Carla Granchelli». Anche dal curriculum pubblicato sul sito Internet della Asl, emerge che Granchelli è stata docente di Igiene ambientale alla scuola di specializzazione di Igiene e medicina preventiva della D'Annunzio.
PARLA DI NISIO. «Io non ce l'ho con Pagano o con la moglie», così Di Nisio risponde alla dichiarazione di Pagano che ha definito il caso «un attacco politico». «Io», riprende il consigliere Idv, «ce l'ho contro una pubblica amministrazione che in barba alle regole sancisce differenze tra cittadini. Quindi, è la violazione della legge la cosa grave. Non metto in discussione le capacità della moglie di Pagano», afferma, «mi limito a sospettare che le regole si calpestano e questo non è accettabile in uno Stato di diritto».
INCHIESTA. Pagano difende la professionalità della moglie: «Non è raccomandata», assicura. Però al centro dell'inchiesta della procura non ci sono i titoli di Soldato ma la composizione della commissione, formata dal presidente Antonio Caponetti, direttore medico del dipartimento di Prevenzione dell'ufficio Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, da Granchelli e da Giancarlo Diodati, direttore medico del servizio Igiene e sanità pubblica.
Secondo l'esposto di Di Nisio, al posto di Caponetti avrebbe dovuto esserci un altro dirigente e, invece, di Granchelli e Diodati due rappresentanti del servizio Epidemiologia e sanità pubblica provenienti da altre Asl abruzzesi. La tesi, controfirmata da Granchelli, è l'ultima tessera del mosaico.
SQUADRA MOBILE. La squadra mobile, guidata dal dirigente Pierfrancesco Muriana, ha già trasmesso un primo rapporto al pm Di Serio: un'informativa basata sull'interpretazione di una legge, la 483 del 1997 alla base del concorso e citata nell'avviso pubblico firmato dal direttore generale Asl Claudio D'Amario, ma dopo il seguito della denuncia di Di Nisio, probabilmente, verrà rimessa alla procura un'informativa bis.


I medici: facile truccare i concorsi
Triozzi e Pasqualone: la politica occupa i posti

PESCARA. «Ci sono mille modi per far vincere un concorso a un candidato senza lasciare neanche una traccia e scoprirlo è la cosa più difficile del mondo». A dirlo è Mirella Triozzi, medico di base e segretario provinciale del sindacato dei camici bianchi Smi: «L'esame orale a porte chiuse? Non mi stupisce: l'alibi della Asl è sempre il solito», racconta Triozzi, «e cioè vietare ai candidati di ascoltare la domanda rivolta agli altri visto che è sempre la stessa. In questo modo, però, nessuno è testimone del colloquio e soltanto la commissione è depositaria della verità. La domanda secca? Interessante, perché si deve capire da chi arriva la proposta perché», riflette Triozzi, «in linea teorica e generale senza riferirsi al caso della moglie di Pagano, un commissario se ne può anche andare a cena con un candidato o con un suo parente e anticipargliela senza che nessuno lo sappia. Il guaio del sistema è questo: dire che la Asl di Pescara è una perla che non si contamina con la politica è ridicolo, ma in fondo D'Amario lo sa».
Attacca anche il sindacato Fials: «Questa inchiesta è l'ennesima prova dell'ingerenza della politica nella sanità», dice Gabriele Pasqualone, segretario provinciale, «e c'è da chiedersi quante siano le cose che i cittadini ancora non sanno: nei prossimi giorni, emergeranno altre sorprese dalla Asl? Ora, D'Amario deve fare chiarezza perché ci sono tanti punti interrogativi sulla sua gestione. Propongo di mandare un questionare ai cittadini per sapere come valutano l'assistenza sanitaria: è migliorata o peggiorata?».
Il concorso vinto dalla moglie di Pagano dà la stura ai commenti sul sito del Centro e sulla pagina Facebook del giornale: Tina Battestini dell'università di Padova dice che «Soldato era sposata con Pagano anche quando trascorreva ore a vaccinare bambini, preparare progetti per la medicina del turismo, collaborare a tutto ciò che c'era da fare nel centro di igiene, e, ribadisco, il più delle volte gratuitamente. Se la magistratura valuterà il caso, buon lavoro a tutti». Andrea Di Fulvio dice: «Non sta a me giudicare, ma trovo giusto che sia stata aperta un'indagine nella speranza che la verità emerga». «Indagini su tutti i parenti dei pezzi grossi della politica», invoca Valentina Innamorati.
Bruno Tuzi la mette sull'ironia: «Se non si può sistemare nemmeno una moglie a che serve farsi eleggere? Io non mi candido». Sulla stessa lunghezza d'onda, Alessandro Procida: «Ma chissà perché i concorsi pubblici vengono vinti sempre da mogli, figli e nipoti».

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