In vista dell'appuntamento consultivo di oggi pomeriggio col premier incaricato, la leader Cgil lancia un segnale: "Le ricette finora presentate non sono utili". Sul totoministri, invece: "Solo ministri uomini sarebbe un segnale negativo". E a proposito di licenziamenti dice: "L'articolo 18 non si tocca"
ROMA - Domani pomeriggio Monti chiude il suo giro con le parti sociali. E tra queste il confronto con la Cgil si annuncia assai delicato. Il sindacato di Corso Italia, che considera il governo tecnico "una sconfitta", promette battaglia. I punti su cui intende battersi sono innanzitutto quello dell'equità sociale (vale a dire patrimoniale) e quello delle pensioni, sulle quali "si può discutere ma non per far cassa".
La segretaria Cgil, oggi a Palermo per una manifestazione su giovani e lavoro, ha lanciato un forte segnale a Monti: "L'Italia ha bisogno di un'altra politica economica che si basi innanzitutto sull'equità sociale e sulle possibilità di crescere - ha detto Susanna Camusso -. Domani ascolteremo Monti e sottolineeremo che le ricette finora presentate non sono utili e che per fare equità sociale bisogna partire dalla redistribuzione fiscale e quindi dall'imposta patrimoniale e l'imposta sulle grandi ricchezze". Ma subito dopo la patrimoniale c'è il nodo sulle pensioni. "Abbiamo uno straordinario problema in Italia che si chiama 'pensioni per i giovani', - ha ricordato la segretaria - c'è bisogno di equità con gli altri sistemi pensionistici". La leader Cgil entra anche nel vivo della questione totoministri : "Sono rispettosa di quanto detto dal presidente incaricato, che ha parlato di liste fantasiose - dice -. Certo, sarebbe un segnale negativo se ci fosse un governo di soli uomini e del Centro-Nord". Sui licenziamenti la Camusso usa toni perentori: "Che sia un governo di tecnici, o che sia un governo politico, o che sia di marte, rispondiamo che l'articolo 18 non si tocca. Non lo permetteremo". Più cauto, invece, il leader della Cisl Bonanni che dice: "Sui licenziamenti spero non si discuterà".
"Ci auguriamo che a differenza del governo che abbiamo avuto finora - ha continuato la Camusso - questo governo sia un interlocutore attento alle questioni dell'equità sociale, che apra un confronto con i sindacati e non si dedichi alla separazione e agli incontri clandestini". E infine un appello alle altre due principali sigle sindacali: "Anche Cisl e Uil voltino pagina rispetto al passato quando privilegiavano gli incontri con i ministri invece che il confronto tra le organizzazioni dei lavoratori. Diremo a Cisl e Uil che è possibile fare sindacato unitariamente. Bisogna ricostruire la democrazia lavorando insieme e decidere le priorità prima di parlare con qualche ministro".