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Data: 16/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il Governo Monti - Governo Monti pronto: domani al Quirinale «Lavoro proficuo, Italia supererà la crisi»

Monti: lavoro proficuo, il Paese supererà la crisi. «Sono in grado di assicurarvi che nelle prossime ore potrò definire un quadro già delineato e che domani mattina sarò in grado di presentare al capo dello Stato la sintesi di questo lavoro di cui non posso anticiparvi i contenuti per rispetto al presidente della Repubblica - ha detto in serata Monti in conferenza stampa - Voglio trasmettervi la mia convinta e motivata fiducia nella solidità delle nostre istituzioni e nella partecipazione costruttiva alla società civile da parte di tutte le forze che la compongono. Ho concluso le consultazioni con le forze politiche, con le parti sociali, con le Regioni, province e i comuni e posso esprimere la mia personale soddisfazione per un lavoro intenso e soprattutto proficuo. Sono assolutamente sereno e convinto che il Paese saprà superare questo momento di grande difficoltà. Ho potuto riscontrare in tutti la piena e matura consapevolezza dell'attuale situazione di emergenza. Nell'incontro con le parti sociali mi ha positivamente colpito la disponibilità citata con riferimenti concreti a possibili provvedimenti avanzata da diverse parti nel senso di dire: questo eventuale provvedimento non ci entusiasmerebbe, ma nel quadro di un contributo complessivo per la soluzione della crisi potremmo essere disposti a considerarlo».

In giornata, per la formazione del governo, era arrivato il via libera di Pdl e Pd. La seconda e ultima giornata di consultazioni del premier incaricato si è aperta stamani con la delegazione del Pd, formata dal segretario Pier Luigi Bersani e dai capigruppo Anna Finocchiaro e Dario Franceschini. Subito dopo è arrivata a palazzo Giustiniani quella del Pdl, guidata dal segretario Angelino Alfano con i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.

Monti è stato poi al Quirinale dove ha incontrato a pranzo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un incontro durato circa un'ora e mezza. Nel pomeriggio il premier incaricato ha visto poi le parti sociali, i giovani e le donne. Una montagna di sfide, sostiene intanto il Wall Street Journal, si staglia di fronte al presidente del Consiglio incaricato.

Lungo incontro in serata a palazzo Giustiniani tra Monti e il segretario del Pdl, Alfano. Sul tavolo del colloquio, i nodi ancora aperti relativi alla composizione dell'esecutivo.

Nessun veto Pdl per Pomodoro alla Giustizia. «Nessun veto da parte del Pdl sulla possibile nomina del presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, al ministero della Giustizia»: lo ha comunicato in serata l'ufficio stampa del Pdl.

«Monti vuole un metodo di confronto e questa è una scelta che apprezziamo - ha detto Susanna Camusso, leader della Cgil, al termine delle consultazioni - Apprezziamo questo gesto che non è dovuto. ma è una scelta di relazione con le parti sociali. Dopo la formazione del governo vedremo gli annunci concreti e li valuteremo. Per ora siamo di fronte ad affermazioni di metodo, non di programmi. Monti ci ha illustrato l'idea di lavorare non sull'emergenza, ma di lavorare su questo Paese per le riforme e per la crescita».

Bonanni: raggiunta intesa Monti-forze politiche. «Monti ci ha detto che ha raggiunto un'intesa con le principali forze politiche in modo da avere una consistente forza parlamentare che lo appoggia e che rapidissimamente sarà in grado di presentare la lista dei ministri - ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - A nome della Cisl ho chiesto a Monti un patto sociale tra le parti sociali e il governo, quale elemento per definire bene itinerario e azione».

Malavasi: Monti quasi pronto. Le parole di Bonanni trovano riscontro nel presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, che dopo l'incontro con il premier incaricato ha detto: «Monti è quasi pronto con la lista dei ministri e sicuramente ha un forte e convinto appoggio della politica». Malavasi, in merito alla possibilità di ingresso di politici nel governo, dice che Monti Professore «ha solo detto i suoi desideri. Monti punta a costituire un governo con un orizzonte temporale che è fine legislatura, che possa guardare oltre la temporaneità. Ha detto che è quasi pronto e che punta ad un forte sostegno del Parlamento».

Marcegaglia: appoggiamo Monti, è l'ultima chance. «Supportiamo fortemente la nascita di questo governo - ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dopo aver visto Monti - perché per noi è l'ultima chance per tornare ad essere credibili. Monti vuole velocemente creare il governo e vuole fare uscire il Paese dall'emergenza». Marcegaglia esclude comunque che farà parte della nuova squadra di governo.

Bersani ha assicurato appoggio ad un esecutivo tecnico «non per sostenere meno, ma meglio». Il professore pensa a un governo che duri fino a fine legislatura e chiede il sostegno dei vari partiti. Poi parla di sacrifici necessari ma non di lacrime e sangue. Ieri Monti ha incontrato tutte le formazioni minori, il Terzo polo e l'Idv, ma non la Lega, con la quale ha avuto una «consultazione» solo telefonica. Il leader Umberto Bossi, che intanto riapre il parlamento della Padania, ha ribadito che non darà la fiducia a Monti. Tutti i partiti e partitini visti ieri invece gli hanno assicurato il loro appoggio.

«Noi diamo pieno e convinto sostegno a un governo di autorevole e forte caratura tecnica e non per sostenere meno ma meglio Mario Monti - ha detto Bersani, al termine di un'ora di consultazione con il premier incaricato - Non abbiamo posto termini al governo». Il segretario del Pd, dopo l'incontro con Monti, è salito al Quirinale, dove è stato circa un'ora a colloquio con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

«Occorre consegnare alla politica e ai gruppi parlamentari il compito di organizzare un percorso per costruire qualche urgente riforma come la riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma dei regolamenti parlamentari» ha detto il segretario del Pd, sottolineando che queste riforme si devono affiancare ovviamente alle misure del governo per «affrontare l'emergenza».

Pd: no a Letta e Amato. In una nota il Pd conferma poi il sostegno pieno al governo Monti «ma smentisce nel modo più netto la notizia appena uscita e diffusa dalle agenzie di stampa secondo la quale il Pd avrebbe dato il via libera all'ingresso di Gianni Letta e Giuliano Amato».

Fonti Pdl: nessun margine per Letta e Amato. Al momento «non ci sono margini» di trattativa per l'inserimento di Gianni Letta e Giuliano Amato nel governo Monti: lo riferivano in serata diverse fonti del Pdl, secondo le quali l'ipotesi sarebbe tramontata a causa dei veti del Pd sul nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A complicare l'ingresso di Letta e Amato, spiega un dirigente del Pdl, sarebbe stato anche il tipo di soluzione prospettata al Pdl: mantenere per Letta lo stesso incarico che aveva nel governo Berlusconi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre per Amato, riferiscono le stesse fonti, sarebbe stato prospettato un ministero "di peso", sembra quello degli Esteri. Circostanza che avrebbe visto la contrarietà del Pdl, convinto che a Letta debba andare un ministero altrettanto importante, come la Giustizia o la Difesa. Ma è stato soprattutto il veto del Pd sul nome del braccio destro del Cavaliere, spiega un ministro uscente, a generare l'impasse. Dalla quale, secondo un dirigente di via dell'Umiltà, non si vedrebbe più via d'uscita. Tuttavia un'altra fonte, generalmente bene informata, sostiene che il desiderio di Monti, sostenuto dal Quirinale, di avere se non dei "politici" almeno dei tecnici di area, potrebbe spingere verso altre soluzioni. «Si sta ancora trattando, ma su altre ipotesi» spiega un ministro uscente.

Alfano: non mi priverei di Letta nel governo, nessuna obiezione su Amato. «Se posso dare un consiglio spassionato a Monti, io non mi priverei mai di una persona come Gianni Letta che ha un così alto senso delle istituzioni e dello Stato» aveva detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, aggiungendo di non avere alcuna obiezione circa il fatto che, insieme a Letta, nel governo Monti possa esserci anche Giuliano Amato.

«Stiamo lavorando - ha spiegato il segretario del Pdl dopo l'incontro con Monti - come auspicato da Berlusconi per il bene dell'Italia e nell'interesse nazionale. Pensiamo, alla luce dei fatti, che il tentativo del professor Monti di formare un governo possa andare a buon esito».

Berlusconi: siamo pronti a sostenere un governo tecnico per senso di responsabilità nei confronti del Paese. È il ragionamento che Silvio Berlusconi avrebbe esposto a chi lo ha incontrato in queste ore. Il premier uscente si sarebbe detto «amareggiato» nei confronti di coloro che hanno fatto mancare la maggioranza al centrodestra alla Camera: hanno tagliato la corda quando eravamo tutti insieme in una cordata - avrebbe detto - facendoci precipitare. Sono degli irresponsabili anche perché non c'è possibilità di un governo senza l'appoggio del centrodestra. Il Cavaliere avrebbe sottolineato tra l'altro che lo spread è aumentato dimostrando che il problema non era il governo Berlusconi ma che sotto attacco è l'Italia.

Monti, che ieri sera al termina della prima giornata di consultazioni ha fatto il punto con i giornalisti, è pronto ad accettare che i partiti si tengano alla larga dal suo esecutivo, pur sapendo che ciò rischia di indebolirlo notevolmente anche in previsione dei «sacrifici» che dovrà chiedere al Paese; ma non ad acconsentire che sul suo governo sia posta una data di scadenza. Perché in questo caso è pronto a dire no.

Dal Terzo Polo è arrivata "carta bianca". Meno rassicurante, invece, il sostegno dell'Italia dei Valori che ha ammonito: in caso di modifica della legge elettorale a causa del referendum le urne in primavera sarebbero inevitabili. Ma sostanzialmente il Professore ha incassato l'appoggio di tutti. Tuttavia non ha sciolto alcuni nodi fondamentali, soprattutto con i partiti più grandi che per ragioni simili, si oppongono all'ingresso di loro esponenti nell'esecutivo. Entrambi timorosi delle conseguenze che ciò potrebbero avere sui propri elettori e sulle rispettive alleanze.

Monti, invece, preferirebbe che entrassero «ai massimi livelli» e cioè almeno da ministri, per garantirsi una seria "camera di compensazione" tra Palazzo Chigi e Parlamento. Una opportunità che non potrebbero garantirgli solo dei tecnici puri. Ma se così non fosse è pronto a farsene una ragione. «È un desiderio», spiega in conferenza stampa, ma che non «drammatizzereì» perché la presenza di un segretario «non è indispensabile». L'appoggio dei partiti al suo governo invece, precisa, sì: «Che siano presenti nel governo non è condizione indispensabile, ma è indispensabile invece un convinto appoggio».

Altrettanto dirimente è il fatto che non gli vengano posti limiti temporali: «La predeterminazione della durata toglierebbe credibilità al governo» e «non accetterei una definizione temporale», ammonisce. L'orizzonte che Monti deve poter vedere davanti a sè è quello della «fine della legislatura». E le misure che porterà il governo prevedo no sì «sacrifici», ma non a «lacrime e sangue», termine che preferisce non usare.

L'ex commissario europeo chiede quindi alla politica «coesione» per trasformare la crisi in una «opportunità» di cambiamento e auspica che «l'epoca» delle polemiche sia finalmente chiusa. Annuncia di aver aggiunto alla lista delle parti da consultare anche i rappresentanti del mondo femminile e dei giovani. A rischio di rendere ancor più nervosi i mercati che oggi sono tornati al segno negativo. «Non trascuro l'importanza mercati, ma agiamo in democrazia e sono necessari determinati tempi», sostiene Monti, secondo il quale «l'impazienza» degli investitori sarà temperata dalla «razionalità».

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