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Pescara, 10/04/2026
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Data: 16/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ici e pensioni: tutte le ipotesi allo studio. Possibile esenzione prima casa alzando le rendite catastali. Previdenza: verso quota 100

Patrimoniale: Tabellini vorrebbe colpire anche i beni mobiliari

ROMA. Ormai fatta la squadra, da oggi Mario Monti dovrà iniziare a lavorare al programma. «L'urgenza è assoluta», l'allarme che arriva da Bankitalia e allora al nuovo esecutivo toccherà far presto. Tra le prime misure ci sono la patrimoniale, il ritorno dell'Ici sulla prima casa e la riforma delle pensioni.
Di patrimoniale si discute ormai da mesi con diverse ipotesi sul tavolo. La proposta di Confindustria prevede un prelievo dell'1 per mille sugli immobili con valore superiore al milione di euro: il gettito sarebbe di sei miliardi. Ma la patrimoniale potrebbe salire fino al 5 per mille, come ha ipotizzato il rettore della Bocconi Guido Tabellini, che ha anche lanciato l'idea di estendere la tassa anche ai beni mobiliari.
Resta anche da capire se l'eventuale patrimoniale sarà una tantum oppure ordinaria. In quest'ultimo caso pare scontato il ritorno dell'Ici sulla prima casa abolita dal centrodestra nel 2008. Il gettito sarebbe di almeno 3,5 miliardi, ma ci sono veti pesanti a livello politico (il Pdl) e di parti sociali, coi sindacati che chiedono di esentare chi possiede una sola casa. In questo senso si fa largo l'ipotesi di una rivalutazione delle rendite catastali, che sono la base per il calcolo dei tributi immobiliari. Anche lasciando immutata l'esenzione sulla prima casa, una rivalutazione del 10% vale almeno 500 milioni, mentre se si passasse al 15% il gettito supplementare sarebbe di 950 milioni.
Altro nodo è quello delle pensioni. «L'Italia deve fare di più in tema di previdenza», preme il commissario Ue Olli Rehn. Anche in questo caso le ipotesi di lavoro sono numerose. La recente legge di stabilità ha appena stabilito che dal 2026 si potrà andare in pensione solo dopo aver compiuto i 67 anni. L'età minima per la pensione di vecchiaia potrebbe però essere anticipata già al 2020: questo garantirebbe un gettito aggiuntivo di 2,5-3 miliardi. Sul tappeto anche l'abolizione delle pensioni di anzianità introducendo per tutti il modello contributivo. Più soft la proposta messa a punto dagli economisti Tito Boeri e Agar Brugiavini che prevede un mix di tagli (per chi lascia il lavoro prima dei 65) e di premi (per chi invece lo fa dopo).
Si ragiona anche sulla quota, la somma tra anni di età e di contributi. Attualmente è fissata a quota 96: alzandola di un anno a partire già dal 2012 (e non solo dal 2013) si arriverebbe a quota 100 in anticipo, nel 2015.
Lavoro: prima di poter applicare il modello della "flexsecurity" (più flessibilità in uscita e quindi licenziamenti più facili, ma anche maggiori ammortizzatori sociali) bisognerà convincere sindacati e parte dei partiti. (mi.m.)

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