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Data: 16/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Parti sociali: sì ai sacrifici per il rilancio. La prima volta di donne e giovani: chiesti il dicastero alle pari opportunità e ministri più giovani

Marcegaglia: ultima chance per ritrovare credibilità. La sfida della crescita

ROMA. Imprese e sindacati, ma anche i rappresentanti di donne e giovani. Dopo le consultazioni coi partiti, Mario Monti ieri ha voluto incontrare anche le parti sociali. Tutti pronti ad assumersi le proprie responsabilità, hanno assicurato, e - così ha riferito Monti al termine delle consultazioni - «pronti anche a possibili sacrifici parziali in vista di un risultato positivo più generale».
Oltre al gradimento per «un metodo di confronto che apprezziamo» (così la segretaria della Cgil Susanna Camusso), Monti ha portato a casa un ampio consenso: «Le imprese lo supportano fortemente, è l'ultima chance per un Paese che deve velocemente ritrovare credibilità», ha assicurato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Parole confermate da Ivan Malavasi, presidente di Rete Impresa Italia: «Appoggio forte e convinto a Monti, ci auguriamo che la politica sia coerente con i bisogni delle imprese». Ovvero, con i cinque punti del manifesto delle imprese: riforma di fisco, pensioni e mercato del lavoro, liberalizzazioni, privatizzazioni e investimenti in infrastrutture.
Dai sindacati è arrivata la richiesta di un nuovo «patto sociale», termine usato sia dalla Camusso che dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni. La segretaria della Cgil ha ribadito la necessità di una patrimoniale e «più attenzione sul lavoro, con l'abbassamento della precarietà e l'introduzione di politiche sociali». Anche Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha parlato di un patto «per garantire una crescita equa e la coesione sociale». Equità, ma anche crescita. «Per Monti è una priorità così come il risanamento», ha assicurato Luigi Angeletti della Uil per il quale bisognerà partire da una riduzione delle tasse sul lavoro.
La vera novità delle consultazioni sono però stati gli incontri con giovani e donne. Il Forum dei giovani (al quale non ha partecipato «per protesta contro un governo non legittimato dalla sovranità popolare» l'area più vicina al Pdl), per bocca del presidente del consiglio direttivo Antonio De Napoli, a Monti ha chiesto «ministri meno anziani», l'istituzione di «un ministero della Gioventù e un'agenzia per i giovani». Le donne, rappresentate dalla consigliera nazionale di pari opportunità Alessandra Servidori, hanno affermato a Monti «la necessità dei dicasteri per le Pari opportunità e del Lavoro».

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