VASTO. La prognosi resta riservata, ma Giuseppina Sabatini, 67 anni, di Scerni, non è più in pericolo di vita. Grazie all'intervento dei medici del San Pio di Vasto e del Santissima Annunziata di Chieti, la donna investita lunedì mattina da un autobus della Di Fonzo non perderà neppure l'uso delle gambe. Il bus, piombato sulla panchina della fermata del terminal dove la donna si trovava, è stato dissequestrato. Il mezzo è risultato perfettamente funzionante: la causa dell'incidente è da cercarsi nell'errore umano. Proseguono intanto le indagini per ricostruire l'esatta dinamica.
«L'autista che ha investito la signora rischia l'imputazione per lesioni colpose. Non riavrà la patente fino a quando il fascicolo non sarà chiuso», dichiara il dirigente del commissariato, Cesare Ciammaichella. Il prosieguo delle indagini è stato affidato dal vice questore ai colleghi della polizia stradale, diretti dall'ispettore Giuseppe Cervellini.
Scerni, il paese di entrambi i protagonisti della drammatica vicenda (che sono fra l'altro anche vicini di casa), tira un sospiro di sollievo. Dall'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove Giuseppina Sabatini è ricoverata nel reparto di Rianmiazione, arrivano notizie rassicuranti.
Le condizioni della paziente sono ancora critiche, ma il doppio intervento chirurgico subito ha scongiurato l'amputazione della gamba destra. Grazie anche alla protezione civile Valtrigno, che ha trasportato con il nuovo mezzo in dotazione per il trasferimento degli organi (il Volvo 58 intitolato al pilota scomparso, Marco Simoncelli) nove sacche di sangue da Lanciano a Vasto, la pensionata non è più in pericolo di vita.
«La notizia fa immensamente piacere all'azienda e anche al nostro autista che era al volante del bus. Il nostro dipendente lavora con noi da 14 anni. È un padre di famiglia esemplare e un guidatore serio. L'incidente è stato provocato da una tragica fatalità», assicura Panfilo Di Fonzo, dirigente dell'azienda di autolinee. L'autista ha parlato con la figlia della donna investita, che l'ha rassicurata sulle sue condizioni di salute. «L'autobus è stato dissequestrato subito dopo la verifica», continua Di Fonzo, «il mezzo, sottoposto a revisione, ha tutta la documentazione in regola ed è perfettamente funzionante».
L'ipotesi più probabile è che al momento dell'accesione, invece che essere a folle, il pullman avesse la marcia inserita. L'autobus ha fatto quindi un balzo in avanti finendo sul marciapiede e sulla panchina occupata dalla pensionata e da un'altra persona, che però è riuscita a mettersi in salvo. «Ma prima di arrivare a conclusioni affrettate», aggiunge Ciammaichella, «preferiamo terminare tutte le verifiche necessarie e ascoltare la testimonianza di tutti i viaggiatori che hanno assistito alla scena».