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Data: 17/11/2011
Testata giornalistica: Il gazzettino
Tagli ai trasporti. Bus di notte a rischio. Comune e Actv: «Il servizio rischia di non essere garantito»

Prima la sanità, adesso i trasporti. Dopo la "battaglia" per l'Ospedale Civile, ora tocca ad Actv. E anche questa volta c'è di mezzo la "cosiddetta" specificità. Tanto blandita a parole, ma poi nei fatti negata. Venezia apre un altro fronte con la Regione. Questa volta il "big match" riguarda la ripartizione dei fondi aggiuntivi regionali del trasporto pubblico locale. Una sorta di "gruzzoletto" di 13 milioni di euro che dovrebbe essere - e lo sarà - diviso tra tutte le aziende di trasporto pubblico nel Veneto. In tempi di ebollizione politica a livello nazionale, il rischio potrebbe essere doppio, con conseguenze pesanti, visti anche i "colori" diversi delle casacche politiche a Ca' Farsetti e a Palazzo Balbi. E di mezzo ci si potrebbe ritrovare con una vera e propria stretta anche nei servizi attualmente offerti da Actv sul territorio comunale facendo emergere all'orizzonte una drastica riduzione nei collegamenti automobilistici tra Venezia e Mestre addirittura ipotizzando di lasciare gli autobus in Terraferma per "risparmiare" sul percorso sul Ponte della Libertà verso Venezia; con il taglio nei servizi notturni tra Venezia e Mestre e nel resto della terraferma, ma pure nell'esclusione - udite, udite - del servizio di navigazione lagunare perchè ritenuto troppo "commerciale" e quindi che non avrebbe bisogno della quota parte pubblica di finanziamento da parte della Regione. Tutto ciò emerge dai lavori della Commissione regionale Trasporti, ma anche da un documento delle sette province venete (quindi anche la veneziana Ca' Corner) aderenti all'Upi (Unione delle Province Italiane) che proprio il 10 novembre scorso hanno sottoscritto un protocollo inviato all'assessore regionale Renato Chisso nel quale si dice testualmente: «Tre milioni di euro saranno assegnati agli enti locali affidatari del solo bacino della provincia di Venezia secondo i criteri storici (di ripartizione ndr) con esclusione dei servizi su acqua». Insomma, addio fondi per motoscafi e vaporetti... che non farebbero servizio pubblico, ma scarrozzerebbero solo turisti e quei "pochi" veneziani rimasti. Una situazione che, ovviamente, ha messo subito in agitazione Ca' Farsetti che ora si trova ad affrontare un nuovo fronte con la Regione. Ed è toccato all'assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo cercare di metterci una pezza, con un tantino di imbarazzo. «Una situazione incredibile - ha sottolineato ieri a Ca' Farsetti insieme ai vertici di Actv, il presidente Marcello Panettoni e il direttore Maurizio Castagna - Abbiamo chiesto un incontro urgente all'assessore regionale alla Mobilità per cercare di evitare questa situazione. La riunione si terrà nei prossimi giorni». Ma pur a distanza, lo stesso Chisso pare non abbia gradito l'offensiva di Bergamo. E più di qualche collaboratore dell'assessore regionale è stato testimone di una malcelata rabbia e di una frase indicativa: «Io non parlo, lavoro, ma Venezia può stare tranquilla». E chi, sotto gli occhi di Bergamo, non dorme notti tranquille è proprio Panettoni. «Questa città non è come le altre: c'è il Ponte della Libertà che rappresenta solo un "costo d'esercizio notevole"; c'è un servizio notturno che va garantito tra la città storica e la terraferma; c'è infine un ruolo sociale del servizio di navigazione tra le isole e il centro storico. É evidente che, se si dovesse procedere con le indicazioni della Regione, non si sarebbe più in grado di garantire il trasporto pubblico locale all'altezza delle peculiarità di Venezia». Situazione fin troppo chiara. E a dir poco allarmante. E mentre Ca' Farsetti "trema" guardando a prospettive non proprio rosee, Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia, scende in campo per sostenere il documento dell'Upi sulla ripartizione dei fondi trasporti: «Questo atto - sottolinea - lo considero un risultato positivo per il territorio veneziano, un buon compromesso che salvaguarda l'intera provincia e, con essa, gli interessi di Venezia. L'aver ottenuto di riservare al solo bacino della nostra Provincia (extra riparto fra tutti), tre milioni di euro aggiuntivi è un risultato assolutamente lusinghiero ed inaspettato.

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