VASTO - Il terminal bus di Vasto è a rischio. La denuncia è dei conducenti dei pullman che ogni giorno arrivano nella struttura di via Conti Ricci. Scossi dall'incidente che ha coinvolto lunedì scorso un loro collega, che ha travolto una donna seduta su una panchina, ferendola gravemente, gli autisti fanno sentire la loro voce: «Questo terminal è pericoloso -dicono in coro- , lo andiamo ripetendo da anni. Ci doveva scappare il ferito grave, adesso, per riportare un minimo d'attenzione sull'impianto». Forti di un'esperienza maturata in molti casi in decenni di lavoro sulle strade, i dipendenti di imprese di trasporto pubbliche e private aggiungono: «Rischioso e non a norma, secondo noi, perché il terminal di Vasto presenta delle anomalie».
A riassumerle per tutti è Tito Galante, di Casalbordino, rappresentante della Fit Cisl: «I sedili riservati ai viaggiatori sul lato che affaccia su via Conti Ricci sono troppo vicini agli stalli di sosta dei bus. Da quella parte, proprio dove è avvenuto l'incidente, i pullman stazionano con la parte anteriore davanti alla banchina, priva di qualsiasi protezione. Quel che è accaduto l'altro giorno non doveva succedere, ma l'esperienza insegna che, prima o poi, la fatalità ci può scappare. Adesso tutti ci auguriamo che la signora ferita possa riprendersi al più presto, ma, allo stesso tempo, invochiamo misure rigorose a protezione dell'incolumità pubblica e della nostra serenità».
Galante e i colleghi, che fanno notare il continuo passaggio di auto private nel piazzale riservato alla manovra dei bus, indicano pure i possibili correttivi: «Sedili e pensiline devono essere paralleli agli stalli di sosta, non frontali, così come, correttamente, sono sistemati al centro del terminal. Senza considerare che, da quando sui pullman c'è solo l'autista, fare retromarcia tra decine di studenti e pendolari spesso distratti diventa assai rischioso». Stavolta non si calca la mano, ma al terminal di via Conti Ricci c'è pure il problema di una sala d'attesa riservata ai conducenti. Non c'è, tanto che gli autisti devono ricorrere al vicino bar.
A proposito dell'incidente, si registra la presa di posizione delle autolinee Di Fonzo: «La società -si legge in una nota- precisa che l'evento non è stato causato da malfunzionamenti del mezzo, che non è stato sequestrato. Oltre alla regolare revisione obbligatoria per legge, presentava tutte le condizioni di efficienza e di buon funzionamento, come tutti gli altri nostri mezzi. Il sinistro va purtroppo ricondotto ad una disattenzione umana di un dipendente che ha sempre mostrato, in tanti anni di servizio, una condotta irreprensibile e a cui pure va la nostra vicinanza umana per il comprensibile turbamento causato dall'evento, certamente involontario. Un fatto unico in oltre 70 anni di attività della nostra società, che fa dell'efficienza e del rapporto con i suoi utenti un punto di forza».
All'ospedale di Chieti, frattanto, Giuseppina Sabatini, 67 anni, è ancora in prognosi riservata: i medici, che l'hanno operata di nuovo, sperano di salvarle una gamba.