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Pescara, 10/04/2026
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17/11/2011
Il Messaggero
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I pendolari bloccano la ferrovia. Troppo pieno il treno che arriva dalla Marsica, è rivolta
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AVEZZANO Il treno che riporta a casa gli studenti in partenza da Avezzano delle 13 si è guastato ed è stato soppresso. Cinquecento studenti ieri alla stazione erano infuriati. Non solo quelli di Avezzano ma anche quelli di Tagliacozzo dove c'è un Istituto per il Turismo molto frequentato da ragazzi che vengono anche dal Lazio. Né Trenitalia ha provveduto a istituire un servizio sostitutivo: quindi i ragazzi, minorenni, sono rimasti parcheggiati alla stazione di Avezzano ad attendere il treno successivo che sarebbe transitato dopo un'ora. Ma a Lunghezza è accaduto di peggio: il treno era troppo affollato, alcuni non sono riusciti salire e hanno bloccato la linea. La rivolta dei pendolari è stata originata da una situazione che si verifica ormai quotidianamente nonostante più volte l'assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra abbia promesso provvedimenti immediati. Ma perché la rivolta di Lunghezza? Il treno della mattina che parte da Avezzano alle 5,30 quando giunge a Tivoli è già stracolmo e dunque tra Tivoli e Roma non dovrebbe effettuare fermate in quanto i viaggiatori lo prendono d'assalto. E invece continua a fermarsi e ad accogliere pendolari. Le cinque vetture dunque non sono sufficienti a trasportare viaggiatori dalla Marsica a Roma. Occorrerebbe assumere seri provvedimenti in quanto «i treni dell'Abruzzo non possono effettuare servizio metropolitano nella tratta Tivoli- Roma» come hanno più volte scritto nei loro esposti i pendolari. E come se non bastasse l'occupazione della stazione effettuata a Lunghezza ha provocato notevoli ripercussioni nel traffico di tutta la linea. Il treno numero 2372 Roma- Pescara che sarebbe dovuto arrivare alle 10 ad Avezzano è giunto con cinquanta minuti di ritardo ma già quello della mattina Sulmona - Roma il 2371 era transitato con oltre venti minuti di ritardo. Si può tranquillamente dedurre che il servizio trasporti nell'Abruzzo interno non c'è più. La domanda ovvia e ricorrente è la seguente: perché i treni Abruzzesi debbono per forza effettuare il servizio nel Lazio. Sarà proprio perché proprio la regione governata dalla Polverini impone le fermate a Chiodi? Ma sarebbe così difficile trovare un accordo ed aumentare il numero delle carrozze? Del resto la gente paga il biglietto e gli abbonamento costano
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