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Data: 17/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il voto a L'Aquila - «Governo di larghe intese per la città» Appello di Spina e Giorgi della Cisl per superare la conflittualità politica

«Governo di larghe intese, governo di responsabilità» è il refrain che ricorre con insistenza politica paranoica, all'Aquila dopo Roma, per mettere tutti d'accordo, nel tentativo anche nobile, perché no?, di arrivare a una coesione dei partiti per affrontare sfide difficilissime, come la ricostruzione e il rilancio dell'economia.
A parte il fatto che il governo di larghe intese sembra contrapposto a uno di «piccole intese» e quello di responsabilità prefigura la possibilità che possa essercene uno di «irresponsabilità», con essi si vorrebbe far convivere Toto Cotugno con Frankie Hi-Nrg Mc. Melodia e rap, possibile anche all'Aquila? In tanti ci stanno provando. È diventato, anzi, un vero e proprio filone cult. «L'economia dell'Aquila è in grande difficoltà, piegata dal sisma e non in grado di risalire da sola» affermano il segretario generale regionale Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, e il segretario regionale, Gianfranco Giorgi. «Dopo il terremoto L'Aquila avrebbe avuto bisogno di un governo di larghe intese, coesione e responsabilità per affrontare le sfide pesanti da portare avanti. La conflittualità politica non ha giovato alla popolazione e all'economia locale».
Spina e Giorgi, dunque, auspicano per L'Aquila «un Governo di responsabilità che coinvolga le principali forze politiche del Comune per affrontare due grandi sfide: la ricostruzione della città e il rilancio socio-economico e occupazionale del territorio». Non è lo stesso auspicio contenuto nella proposta del «sindaco tecnico» di Filippo Piccone perché qui c'è un ingrediente diverso: «Una volontà politica e non tecnica, che dovrebbe richiedere il superamento della fase commissariale, in quanto si creerebbero le condizioni per una collaborazione proficua tra tutte le istituzioni coinvolte nella ricostruzione, Regione, Provincia e Comune».
Spina e Giorgi, per dare forza alla proposta-appello, snocciolano i dati: «Nel triennio 2008-2010, in provincia dell'Aquila, il numero di occupati è sceso dello 0,8 per cento. L'analisi per settori evidenzia un calo, nell'industria, del 3,3 per cento nel biennio 2009-2010, mentre la crescita nel settore delle costruzioni è pari a 0, contro un +2,2% dell'Abruzzo. Il tasso di occupazione fa registrare un -0,9%, mentre la disoccupazione tra il 2009 e il 2010 è scesa del 2,9 per cento. Da sottolineare la variazione negativa relativa al tasso di occupazione giovanile (tra i 15 e i 34 anni), con un -3,6 per cento. La cassa integrazione, tra il 2010 e il 2011, in Abruzzo, è aumentata del 19,42 per cento, con un incremento del 19,86% in provincia dell'Aquila».
L'economia dell'Aquila, insomma, è stagnante e i due segretari della Cisl auspicano un governo comunale di responsabilità che superi la conflittualità crescente e «il modo di fare politica dei partiti vecchio e datato, di una democrazia non europea», per cambiare strada. Melodia e rap, una convivenza possibile?

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