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Pescara, 08/04/2026
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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti, sarà un Natale amaro. Nessun treno per Milano avrà origine da Pescara. Sindacati: bus, l'Arpa cede ai privati

PESCARA - Rischia di essere un Natale amaro quello che attende il personale degli appalti ferroviari della stazione di Pescara. Con la riorganizzazione dei servizi di lunga percorrenza, voluta da Trenitalia dal prossimo 11 dicembre, i treni per Milano e Bologna potrebbero non avere più origine dallo scalo pescarese, ma solo da Bari. Il che, avvertono i sindacati, si tradurrebbe nel possibile esubero del 30% degli addetti attualmente impiegati. Uno scenario che rende ancora più fosca e preoccupante la situazione dei trasporti regionali, già messi a dura prova dall'annunciato taglio di risorse, pari all'80%, previsto dal Governo Berlusconi.
«Quello che temiamo -avverte Alessandro Di Naccio, segretario generale della Fit Cisl- è che il processo di razionalizzazione del trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro, significhi essenzialmente una cosa: meno servizi e più disagi per gli utenti». Della questione si discuterà questa mattina in una riunione con il direttore regionale di Trenitalia, Cesare Spedicato, chiamato a fornire chiarimenti anche in merito alla possibile soppressione di una corsa sulla linea Avezzano-Roma e l'eliminazione della tratta Sulmona-Carpinone, pochi utenti, è vero, ma in un territorio «dove le infrastrutture -continua Di Naccio- sono piuttosto carenti».
Ansia e preoccupazione non accompagnano solo il destino dei collegamenti ferroviari, ma agitano anche il settore del trasporto su gomma. Con un documento redatto dalle cinque sigle del comparto, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa-Cisal, i sindacati denunciano la possibile cessione da parte dell'Arpa delle linee attive sulla tratta Giulianova-Teramo-Roma. Attualmente il progetto sarebbe affidato ad uno studio ancora da completare, ma per le organizzazioni di categoria «quelle che si stanno delineando non sono altro che prove tecniche di privatizzazione -commenta Giuseppe Murrini della Uil- e cioè un indietreggiamento della parte pubblica rispetto ai privati». Tutto questo contro le indicazioni del progetto di legge regionale sull'azienda unica, la Newco che, accorpando le società attualmente esistenti in un unico ente, renderebbe più efficiente la gestione dei servizi, con l'eliminazione degli sprechi e la sovrapposizione delle tratte. «Un progetto -sottolinea Murrini- sul quale la Regione aveva dato le sue garanzie, ma che continua ad essere inficiato da paralisi e veti incrociati. La verità è che gli imprenditori privati non hanno alcun interesse ad appoggiare questa riorganizzazione, né tanto meno possono guardare favorevolmente la creazione del bacino unico, che significherebbe maggiore trasparenza e garanzie di legittimità nell'affidamento dei servizi».
Quanto agli utenti, per i sindacati sarebbero certamente favoriti da una simile ristrutturazione, che avrebbe il merito di creare compensazioni nei servizi tra le zone interne e quelle costiere.
Da parte sua l'assessore regionale, Giandonato Morra, chiarisce di non avere notizie in merito a possibili cessioni di linee da parte dell'Arpa e rassicura sull'impegno per la società unica dei trasporti. «Piuttosto -spiega- il vero problema è la possibile stasi legata al cambio di poltrone al dicastero. Avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Fitto e Matteoli, con i quali stavano trattando per risolvere la questione dei tagli. Adesso si dovrà ricominciare con Passera, ma vado avanti. Anche se solo con la certezza dei fondi potremmo avviare la programmazione e dare concretezza al nostro progetto di legge sul riordino del settore».

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