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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Ecco il programma del governo Monti analizzato punto per punto

C'era molta attesa per conoscere il programma del nuovo governo Monti su alcuni punti fondamentali. Eccoli dunque sintetizzati e analizzati per capitolo:

Pensioni, contributivo e anzianità tra le linee guida
«Il nostro sistema pensionistico mantiene delle aree di privilegio»: con poche parole il neopremier Mario Monti fa subito capire qual è la rotta che il governo intende seguire per completare la riforma del sistema previdenziale. Un sistema - dice Monti al Senato - che ha una stabilità assicurata a regime, nel lungo periodo, ma che nella cosiddetta «transizione» presenta diverse anomalie.
Monti non dice di più se non che sarà il nuovo ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a illustrare nei prossimi giorni al Parlamento, le linee guida dei nuovi interventi, che saranno comunque discussi con le parti sociali. Ma la strada che intende percorrere l'esecutivo sembra già chiara: adozione del metodo contributivo, nella forma pro rata, per tutte le pensioni; graduale superamento dei pensionamenti di anzianità magari con l'adozione di un sistema flessibile di uscite (forse con una forbice 62-67 o 70 anni ancorata a un meccanismo di incentivi-disincentivi); eliminazione delle aree di privilegio, come quelle riservate ai fondi speciali. Scatterà anche la riorganizzazione degli enti previdenziali con la nascita del super-Inps.

Fisco, più tasse su consumi e patrimoni meno su lavoratori e imprese
Con l'aumento del prelievo sui consumi e sui patrimoni si potrà ridurre la pressione fiscale su lavoratori e imprese. Sarà necessario rivedere il prelievo sugli immobili, oggi tra i più bassi d'Europa e dove l'esenzione della prima casa costituisce un'eccezione. Nessuna tregua nella lotta all'evasione con cui si potrà aumentare il gettito così da ridurre le aliquote. Si dovranno monitorare le ricchezze accumulate e non più solo i redditi.
Sono queste le principali direttrici in materia fiscale su cui intende muoversi il nuovo Governo con l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale e le distanze oggi esistenti tra i contribuenti. A illustrale è stato lo stesso neopremier Mario Monti nel suo discorso a Palazzo Madama per il voto di fiducia del Senato.
Direttrici che se tradotte in pratica vogliono dire: aumento dell'Iva e delle accise; introduzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze accumulate; il ritorno dell'Ici sulla prima casa, con una rivisitazione dei valori catastali per adeguare l'imponibile degli immobili.
Per quanto riguarda aumenti dell'Iva e patrimoniale le a regime sulle grandi ricchezze Monti ha chiaramente rinviato all'attuazione della riforma fiscale e assistenziale oggi all'esame delle Camere. Riforma che dovrà essere attuata rapidamente dopo un'attenta valutazione dei suoi effetti e che consentirà di ridurre le distanze oggi esistenti tra i contribuenti operando attentamente nell'ambito della clausola di salvaguardia, sul taglio e la semplificazione delle agevolazioni fiscali, prevista dalle manovre estive.
La lotta all'evasione partirà dalla riduzione della soglia per l'uso del contante e una spinta all'uso della moneta elettronica. Ma Monti punta anche allo scambio di informazioni, al monitoraggio delle ricchezze, che tradotto lo si potrebbe leggere anche con un pieno sostegno al nuovo redditometro, e al rilancio degli strumenti induttivi. Ma tutto ciò senza dimenticare di migliorare la qualità degli accertamenti.

Federalismo, tornerà l'Ici
Non c'è più il ministero per il Federalismo, ma il fisco locale resta protagonista anche nel piano d'azione delineato oggi dal nuovo presidente del Consiglio. Il tema chiave, nella fase d'esordio, è quello del ritorno dell'Ici sull'abitazione principale. L'abolizione dell'imposta che in tutta Europa (e non solo) offre la base della fiscalità locale è destinata a essere archiviata come un esperimento breve e sfortunato.
I tecnici, in realtà, lo sapevano da tempo, e lo stesso presidente della commissione paritetica sul federalismo Luca Antonini aveva spiegato in estate sul Sole 24 Ore che l'assenza dell'Ici sulla prima casa determinava squilibri e problemi difficili da risolvere. Complici la crisi finanziaria, e la caratura del governo tecnico che permette di rompere tabù politici fino a ieri ritenuti inscalfibili, la pratica tornerà presto sui tavoli del Consiglio dei ministri.
Il resto del federalismo, per il momento, rimane in ombra, a partire dall'attuazione completa della complessa (e non sempre ordinata) architettura messa in campo dalla legge delega e dagli otto decreti legislativi già emanati. Il calendario attuativo, però, punta al 2013: superata la stretta emergenza delle prime settimane, se la navigazione non riservera' ostacoli eccessivi al nuovo Governo non mancherà il tempo di intervenire.

Occupazione, riforma degli ammortizzatori e superamento dualismo del mercato del lavoro
Un programma per il lavoro per aumentare l'inclusione delle donne e dei giovani. Su donne e giovani il presidente del Consiglio Mario Monti ha molto insistito in tutti i capitoli del discorso che ha appena tenuto al Senato. «Con il consenso delle parti sociali - ha tenuto a sottolineare Monti - occorre superare il dualismo del mercato del lavoro, vale a dire l'eccesso di tutele per alcuni e la mancanza di tutele per quanti non hanno occupazione».
Due le linee di azione. Da una parte serve la rifoma degli ammortizzatori sociali, nel rispetto dei vincoli di bilancio, perché è doveroso - ha sottolineato Monti - che le famiglie non siano prese dall'«angoscia» di fronte alle conseguenze della crisi. Dall'altra, è necessario superare la polarizzazione delle garanzie tra contratto a termine e contratto a tempo indeterminato. In ogni caso la nuova regolamentazione - ha assicurato Monti - varrà per i contratti futuri, non per quelli in essere.

Liberalizzazioni, una ricetta in cinque punti
È una ricetta in cinque punti quella delineata da Monti sulle liberalizzazioni. Contro le rendite e le chiusure corporative, spiega il premier, bisognerà ridurre il carico di oneri eccessivi delle procedure amministrative; procedere al riordino delle professioni regolamentate attuando quanto previsto nella legge di stabilità, a partire dall'abolizione delle tariffe minime; rafforzare i poteri dell'Antitrust; completare la deregulation dei servizi pubblici locali; ridurre i tempi della giustizia civile.
Concorrenza, dunque, come motore di crescita. Al pari, aggiunge Monti, della rimozione degli ostacoli alla crescita dimensionale delle imprese (anche attraverso la delega fiscale) e di interventi per faciltare l'ingresso nel lavoro dei giovani anche con la nascita di nuove attività imprenditoriali

Infrastrutture, incentivare i capitali privati
Per il rilancio delle infrastrutture, obiettivo prioritario che resta nel passaggio da un Governo all'altro, Mario Monti e il ministro Corrado Passera ripartiranno là dove hanno chiuso Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti: incentivare i capitali privati a intervenire nel finanziamento delle opere grandi e piccole.
Nel discorso al Senato, il presidente del Consiglio ha esplicitamente citato l'emendamento "Tremonti infrastrutture" alla legge di stabilità che ha cominciato a incentivare la partecipazione privata con sgravi Ires e Irap. Un apprezzamento di quella norma, quando ha detto che è «un primo passo», ma anche un modo per sottolinearne la sua limitatezza. Serve infatti «una regolamentazione del project financing» con la finalità di «ridurre i rischi legati ai procedimenti amministrativi».
Rispunteranno probabilmente le bozze delle settimane scorse del decreto legge che era stato elaborato dopo una grande consultazione di esperti e associazioni imprenditoriali, ma non è mai transitato per il Consiglio dei ministri. Non mancheranno ovviamente le integrazioni di Passera: il ministro conosce a perfezione la materia, le difficoltà e le opportunità che comporta, avendo finanziato in project financing con Banca Intesa grandi opere come Brebemi, Pedemontana lombarda e Tem.

Professioni, riordino attuando la legge di stabilità
Il riordino delle professioni è nella lista delle priorità che il presidente del Consiglio in pectore, Mario Monti, ha menzionato nel corso del suo discorso di insediamento al Senato. «Il governo - ha detto Monti - procederà al riordino della disciplina delle professioni regolamentate anche dando attuazione a quanto previsto dalla legge di stabilità in materia di tariffe minime».
La legge di Stabilità appena approvata ha formalmente eliminato ogni riferimento all'uso dei tariffari come «parametri di riferimento» per la pattuizione del compenso tra professionista e cliente. In pratica, la determinazione dovrà essere svincolata da qualunque tariffario minimo. Che invece resta valido come riferimento, ad esempio, nei rapporti con la pubblica amministrazione e in caso di contenzioso tra le parti sui pagamenti delle parcelle.
Un riferimento anche alla necesità di valorizzare le competenze dei giovani e rimuovere gli ostacoli che rallentano la loro entrata nel mercato del lavoro, con un'attenzione al merito per i più qualificati. Un passaggio che non riguarda direttamente gli Ordini ma che può avere effetti sull'accesso alle libere professioni. Infine, Monti ha ribadito la necessità di rafforzare i poteri delle Authority per agire con più efficacia contro le normative «anticoncorrenziali».

Scuola e università, test Invalsi e interventi mirati
Mario Monti ha citato moltissime volte i giovani nel suo discorso al Senato. «Ciò che restringe le opportunità per i giovani è negativo per il paese. Vanno varate misure che valorizzino le capacità individuale ed eliminino ogni forma di cooptazione. L'Italia deve essere orgogliosa dei sui talenti».
In quest'ottica il governo vuole scommettere sulla valorizzazione del capitale umano: secondo Monti bisogna mirare all'accrescimento dei livelli di istruzione della forza lavoro, ancora troppo bassi anche tra i più giovani.
Vanno varati interventi mirati sulle scuole, tenendo conto delle differenti "performance" delle aree geografiche allo scopo di colmare il gap, come è stato anche richiesto esplicitamente anche dall' Europa. Citati apertis verbis i test Invalsi che misurano lo stato dell' apprendimento nelle grandi aree del sapere. Annunciata al revisione del sistema di selezione, distribuzione e valorizzazione degli insegnanti.
Per l'università le linee guida di Monti sono due: completare in modo rapido l'attuazione della riforma Gelmini (mancano ancora all'appello numerosi decreti attuativi) attivando in seguito i meccanismi di valutazione del sistema.

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