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Pescara, 08/04/2026
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18/11/2011
Il Centro
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Meno tasse sul lavoro, ritorno dell'Ici. Pensioni, fisco sulle imprese, tagli alla casta: il discorso di Monti e le ipotesi di intervento |
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ROMA. Meno tasse su imprese e lavoro, interventi su Ici e pensioni. Ma anche tagli alla casta e più attenzione per giovani e donne. Se rigore di bilancio, crescita ed equità sono i tre pilastri su cui poggia il programma di Monti, le misure specifiche ruotano soprattutto attorno alla politica fiscale. «Meno tasse su imprese e lavoro», aveva chiesto pochi giorni fa Emma Marcegaglia incontrando il premier. Messaggio ricevuto, anche perché Monti stesso sottolinea che «la pressione fiscale in Italia è elevata nel confronto storico e in quello internazionale». Ma ridurre le tasse in un quadro di assoluto rigore è possibile? Sì, è convinto il presidente del Consiglio, e comunque - anche a parità di gettito - «la composizione del gettito può essere modificata in modo da renderla più favorevole alla crescita». Ovvero: «Riduzione del peso delle imposte che gravano sul lavoro e sull'attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà». Tradotto in misure si va da un possibile nuovo ritocco dell'Iva (dopo aver alzato l'aliquota del 20% al 21% si potrebbe alzare di un punto percentuale anche l'aliquota del 10%) fino alla patrimoniale - che però Monti nel suo discorso non ha mai citato espressamente, facendo intendere che per ora potrebbe anche bastare la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Dall'altra parte, oltre alla riduzione del cuneo fiscale, Monti ha parlato di interventi a favore di giovani e donne. Per favorire l'occupazione femminile si sta pensando a una sorta di fisco "rosa" che si potrebbe tradurre in una riduzione dell'Irpef per le donne con un contestuale aumento per i maschi (ad esempio un più 1% per gli uomini abbinato a un meno 3% per le donne). Gli effetti positivi sarebbero molteplici: più donne occupate, più gettito fiscale grazie alla maggiore occupazione e abbassamento del costo medio del lavoro. In arrivo anche misure per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia. Talento, merito e opportunità sono le parole usate da Monti parlando di giovani: per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro bisognerà per forza riformare le attuali regole del mercato puntando su flessibilità e mobilità. Per recuperare fondi si punta su dismissioni (confermati in questo senso gli impegni inseriti nell'ultima legge di stabilità e confermata anche la stima di proventi di almeno 5 miliardi annui nel prossimo triennio), tagli ai costi della politica e lotta all'evasione fiscale. Se la politica fiscale è quella chiesta da Confindustria, dai sindacati arrivano reazioni contrastanti. «I passaggi in merito alla riforma fiscale ci convincono», dice Luigi Angeletti della Uil. La Cisl con Raffaele Bonanni spiega che «lo spostamento del prelievo dalle persone alle cose è positivo». Un primo altolà arriva però dalla Cgil: «Serve la patrimoniale, non l'Ici», dice in una nota la segreteria, mentre per la Fiom «le misure indicate da Monti sono pessime». Negli approfondimenti seguenti, ecco i passaggi centrali del discorso di Mario Monti e le possibili misure ad essi collegate.
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