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Pescara, 08/04/2026
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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I ragazzi indignati «Vogliamo sale studio e autobus notturni»

Un migliaio di alunni sfilano per le vie della città Ai politici chiedono anche un centro aggregativo

PESCARA. Il suono dei tamburi e i volti dipinti di migliaia di studenti stridono con il grigiore di una città che senza mezzi termini viene bollata come «non a misura di giovani». Senza spazi aggregativi, autobus notturni e sale studio, Pescara viene bocciata dai ragazzi che, ieri mattina, sono scesi in piazza per far sentire la propria voce durante la giornata internazionale della mobilitazione studentesca. Il serpentone degli indignati rompe la monotonia del giovedì e l'allegro vociare degli alunni delle superiori e dell'ateneo D'Annunzio invade le vie del centro. Mentre il neopremier Mario Monti espone in Senato la propria linea di governo, una folla composta e pacifica strilla la propria insofferenza nei confronti della classe dirigente. Gli slogan urlati al megafono, i cartelli e gli striscioni portati a braccia dal centro a Porta Nuova al municipio hanno come bersaglio «i boss della finanza e il governo dei banchieri e dei padroni», ma anche l'ex ministro Gelmini «colpevole di aver distrutto la scuola». Al di là del solito balletto di cifre - più di duemila partecipanti secondo gli organizzatori del corteo, appena un migliaio per la questura - i giovani mostrano di aver colto il cuore dell'emergenza economica mondiale. «Vogliamo che sia l'alta finanza a pagare la crisi», spiega flemmatico Federico Vernarelli, uno dei leader della mobilitazione, «lo scotto non deve essere pagato dalle giovani generazioni e dalle fasce deboli della popolazione». La sede di Banca Italia, su corso Vittorio, diventa il bersaglio della protesta: un gruppo di ragazzi deposita un'enorme lettera accanto all'ingresso presidiato dalle forze dell'ordine. «Vogliamo rispedire al mittente la comunicazione inviata da Mario Draghi all'Italia», dicono senza mai smettere di sorridere Alice Cerasoli e Francesca Finocchio, «poiché propone ricette antitetiche rispetto alle nostre». Ma com'è il mondo visto con gli occhi dei giovani? «E' rumoroso e a colori», rispondono gli studenti che pongono l'accento sulle cattive condizioni degli istituti cittadini e sul disinteresse delle istituzioni comunali e provinciali. Tre le richieste del collettivo, ingrossato dalle bandiere dei Cobas, dai lavoratori precari, dai rappresentanti dell'associazionismo e dai partiti di centrosinistra: bus notturni, sale studio e un centro aggregativo. Al vicesindaco Berardino Fiorilli e all'assessore Fabrizio Rapposelli non resta che accettare l'impegno e promettere agli indignati provvedimenti a breve termine.

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