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Pescara, 08/04/2026
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18/11/2011
La Repubblica
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È rivolta contro Trenitalia «Le Fs vogliono cancellare il Sud». In campo politici, sindacati, passeggeri: treni in Puglia, scoppia la rivolta |
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TUTTI contro Trenitalia, che si nasconde dietro un imbarazzato silenzio. «Il momento è delicato» fanno sapere dal quartier generale della società del gruppo Ferrovie dello Stato, niente di più. L'altro giorno si erano limitati ad assicurare che «l'offerta sulla linea adriatica verrà potenziata e velocizzata». Ma fonti sindacali precisano che dal 12 dicembre, quando sarà pubblicato il nuovo orario ferroviario, i tagli legati ai convogli che dalla Puglia e dalle altre regioni del Mezzogiorno partono per Roma e Milano, si riveleranno pesanti. Dalla Fit Cisl parlano di «forte contrazione» delle corse e del «totale isolamento del territorio ionico» nonché di «gravi ripercussioni occupazionali». Alla Filt Cgil, i primi ad avere fatto squillare il campanello d'allarme - «Vogliono cancellare il Sud» - calcolano che nel Belpaese saranno circa tremila gli operai spediti all'inferno dall'amministratore delegato Vincenzo Soprano. Venerdì 18 Cgil, Cisl e Uil protesteranno davanti alla stazione di Lecce. Sarà la prima di una serie di manifestazioni, che coinvolgeranno tutte le più importanti città. La situazione è esplosiva. E la politica alza le barricate. Martedì 22 il consiglio regionale discuterà una mozione presentata da Sel e Puglia per Vendola destinata a contestare l'operazione lacrime e sangue che Trenitalia vuole imporre da queste parti. Tutta colpa, dice il capogruppo di Sinistra e libertà Michele Losappio, delle «politiche tremontiane»: «Ci aspettiamo una inversione di marcia da parte del governo Monti.I rami secchi devono essere eliminati, ma è indispensabile salvare e valorizzare quello che è utile e necessario». Al neo ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Corrado Passera, scrive il capogruppo del Pd alla Regione Antonio Decaro: «Rimedi subito alle politiche secessioniste che stanno letteralmente espellendo la Puglia dal resto del Paese. Trenitalia non può privarci di un mezzo di trasporto usato principalmente per lavoro da centinaia di migliaia di persone ogni giorno. Ecco perché bisogna rimediare presto a questo grave errore». Un'interrogazione a Passera, la firma il deputato del Pd Teresa Bellanova: vuole conoscere «in che modo intenda intervenire per evitare che il Meridione risulti completamente isolato e penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture ed anche occupazionale». Il senatore dell'Idv Giuseppe Caforio invece, accusa Mauro Moretti di «distruggere Fs», di cui è amministratore delegato. E chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta a proposito di «una gestione scandalosa. Tutti gli anni la Regione Puglia sborsa 60 milioni di euro per ricevere un servizio indecente». Per venerdì 25 l'assessore ai Trasporti della giunta Vendola, Guglielmo Minervini, chiama a raccolta parlamentari di entrambi gli schieramenti, industriali, sindacalisti perché insieme sia siglata una vera e propria dichiarazione di guerra nei riguardi di Trenitalia. Minervini a Repubblica, aveva spiegato: «Trenitalia registra utili di bilancio per 68 milioni, ma allo stesso tempo non garantisce come dovrebbe un servizio pubblico degno di questo nome. Soprattutto in queste aree deboli, escluse dall'Alta velocità». Quanto all'Alta capacità, che dovrebbe collegare Bari con Napoli e permettere poi ai passeggeri di viaggiare a trecento chilometri orari lungo le strade ferrate della fascia tirrenica fino a Milano e Torino, campa cavallo. Scuote la testa il socialista Francesco Pastore: «Ma se nella Bat oltre alla scomparsa degli Eurostar, ci sono seri problemi perfino sulla linea Barletta-Spinazzola! Profitto e disinteresse la fanno da padroni. Altro che Alta capacità».
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