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Pescara, 08/04/2026
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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Ferrovie il nuovo orario invernale scatena il sindacato. Taglio selvaggio: cancellati 11 treni «Uno tsunami per l'occupazione»

CINQUE TRENI passeggeri a media-lunga percorrenza ES più sei periodici (tra ES e Intercity notte) soppressi nelle Marche con il nuovo orario in vigore dal 10 dicembre 2011 e tagli di risorse pesantissimi da parte dello Stato, ma anche della Regione. Immediata la reazione del sindaco. La Fit-Cisl regionale ha espresso infatti «profonda preoccupazione per le scelte effettuate dal Governo uscente, dalla Regione Marche e dalle Ferrovie dello Stato che produrrebbero effetti drammatici sul sistema del trasporto e la mobilità dei cittadini, nonchè uno tsunami sull'occupazione del settore senza precedenti». La scure dei tagli elimina una serie di collegamenti sulla linea Adriatica, mentre le risorse stanziate dal Governo scendono da 44 milioni di euro del 2011 a 9,5 milioni nel 2012, 34,5 milioni in meno pari al 78,5% secondo il sindacato di categoria. Se non ci fossero ulteriori apporti da parte delle istituzioni regionali e statali si assisterebbe ad una drastica riduzione dei treni pari a circa tre quarti di quelli attualmente in circolazione (con particolare concentrazione delle soppressioni nelle linee dell'entroterra Fabriano-Civitanova, Ascoli- Porto d'Ascoli). «Drammatico l'impatto sull'occupazione - ribadisce la Fit-Cisl - con la perdita di lavoro per 350 persone tra ferrovieri e dipendenti delle ditte appaltatrici». TAGLI in vista anche per la parte di competenza della Regione Marche, che dovrebbero passare da 65 milioni stanziati nel 2011 a 50 milioni, 15 milioni in meno pari al 23%. In questo ambito, sempre secondo il sindacato, ci sarebbe «una riduzione del numero degli addetti pari a circa 400 unità, senza valutare inoltre gli effetti dei tagli rivenienti dalle riduzioni di risorse e relativi servizi finanziati oggi dai vari Comuni». LA FIT-CISL Marche auspica «un'energica reazione da parte della giunta regionale delle Marche che ponga al centro delle priorità il lavoro, il sociale e il trasporto pubblico, per impedire le conseguenze disastrose sul sistema del trasporto, della mobilità dei cittadini e sull'occupazione». Il sindacato chiede anche un tavolo permanente di confronto con tutte le parti coinvolte (sindacato, istituzioni, aziende, parlamentari della Regione) e proclama la mobilitazione dei lavoratori, sollecitando «un fattivo coinvolgimento dei cittadini che non possono essere privati del diritto alla mobilità».

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