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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Deputati nei guai per i debiti - Scilipoti condannato, pignorati i beni se non paga 230mila euro. Formichella «collega» di Scilipoti

Un vecchio debito per le parcelle non pagate ad un ex amico, incaricato anni fa di progettare un centro medico polifunzionale nella loro cittadina, Terme Vigliatore

MESSINA - Dovrà pagare e pare che lui si appresti a farlo per evitare che vengano venduti all'asta i suoi beni immobili. Ai primi vagiti del governo Monti anche l'onorevole Domenico Scilipoti comincia a fare sacrifici. E poco importa che abbia dichiarato che lui non voterà la fiducia al nuovo esecutivo. A stretto giro il parlamentare agopuntore dovrà sborsare 200 mila euro più spese legali relativi ad un vecchio debito per le parcelle non pagate all'ex amico, l'ingegnere Carmelo Recupero, incaricato anni fa di progettare un centro medico polifunzionale nella loro cittadina, Terme Vigliatore, in provincia di Messina.

LA CASSAZIONE - Il contenzioso tra i due si trascina da tempo ma ora è stata scritta la parola fine. La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile l'ultimo ricorso di Scilipoti contro le sentenze di primo e secondo grado. Di conseguenza la condanna a pagare (che era già immediatamente esecutiva) diventa anche definitiva e il creditore potrà sperare di ottenere quanto ha comunque già cercato di recuperare con relativa istanza di pignoramento. Dopo il pronunciamento della Cassazione anche Scilipoti è perfettamente consapevole che non ha più a chi appellarsi ed avrebbe già chiesto del tempo per poter accendere un mutuo e pagare quanto dovuto: tra debito rivalutato e spese legali la somma dovrebbe superare i 230 mila euro.

IL PIGNORAMENTO - Il progettista ha già chiesto il pignoramento di tutti i beni nella disponibilità del deputato del «Movimento di responsabilità nazionale», anche presso terzi. Quindi oltre agli immobili di proprietà anche rimborsi erogati dalla Camera dei Deputati e contributi elettorali percepiti dal partito in cui è stato eletto, cioè l'Italia dei Valori. «Ma l'Idv - spiega l'avvocato Vincenzo Mandanici, legale dell'ingegnere Recupero - ha già fatto pervenire dichiarazione di terzo negativa, sostenendo di non dovere dare alcuna somma a Scilipoti per eventuali rimborsi elettorali». Per una delle tante norme che tutelano la casta non è invece pignorabile l'indennità da deputato.

Deputati nei guai per i debiti
Formichella «collega» di Scilipoti
Stipendio decurtato di oltre 140 mila euro

ROMA ­ - L'onorevole Domenico Scilipoti è in buona compagnia nella lista dei deputati che si sono visti pignorare da un giudice il «quinto dello stipendio» perché non hanno onorato i vecchi debiti. Insieme a Scilipoti ­ - che con i Responsabili ha contribuito a tenere in vita per quasi un anno il governo Berlusconi - c'è il collega del Pdl Nicola Formichella, strettissimo collaboratore del senatore Marcello Dell'Utri, che non avendo altri redditi e proprietà dichiarate rischia di vedersi decurtato nella misura di 140 mila 367,24 euro lo stipendio di parlamentare alla voce «rimborso spese inerente al rapporto tra eletto ed elettori».

PRIVILEGI & PIGNORAMENTI ­ - Così. dopo l'infortunio con gli ufficiali giudiziari capitato al parlamentare agopuntore di Terme Vigliatore in provincia di Messina, ora emerge dai carteggi giunti a Montecitorio anche la vicenda del collega Formichella di Benevento: se Scilipoti è inciampato in una storia tutta privata di debiti non onorati - per le parcelle non pagate all'ingegnere Alberto Recupero - il giovane e brillante deputato campano si è, per così dire, immolato per il partito. Meglio, si è sacrificato per il suo mentore politico, Marcello Dell'Utri che ha inventato i circoli del buon governo, tanto da accollarsi l'onere di alcune fatture non pagate dalla corrente-componente di Forza Italia poi confluita nel Pdl.

IL DECRETO INGIUNTIVO - L'atto di precetto depositato al tribunale di Roma riguarda la società 2B Team arl che è rimasta a bocca asciutta dopo aver lavorato a lungo per il Circolo Giovani di Roma di cui l'onorevole Nicola Formichella era, appunto, il legale rappresentante all'epoca dei fatti. Il decreto ingiuntivo esecutivo si riferisce alla somma dovuta in seguito a lavori di allestimento per il circolo di «130 mila euro oltre gli interessi legali nonché le spese della procedura per spese, competenze e onorari per un totale di 140 mila 367,24 euro». Per questo, nell'atto di pignoramento, oltre a Formichella, che risulterebbe nulla tenente, vengono citati la camera dei deputati e il gruppo parlamentare del Pdl nella persona del suo presidente.

LA LETTERA DI CICCHITTO - Ecco allora che ­ contrariamente a quanto è successo a Scilipoti che milita in un gruppo meno solido alle spalle, il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si è visto costretto a scrivere all'avvocato del ricorrente, Carla Anastasio del foro di Roma, una lettera «in relazione all'atto di pignoramento presso terzi depositato presso il tribunale di Roma su istanza della società 2 B TEAM arl in danno della camera dei Deputati e del gruppo parlamentare del Pdl».

RICORSI & SEQUESTRI - Così in attesa che i ricorsi del deputato Formichella abbiano una risposta definitiva, il capogruppo Cicchitto ha dovuto pur adottare un provvedimento cautelativo. Lo ha fatto con una formula un po' involuta ma di rito: comunicando per iscritto al debitore «di essere debitore nei confronti del debitore esecutato (cioè l'onorevole Formichella, ndr) della somma di euro 3.690,00 a titolo di rimborso spese al rapporto tra eletto ed elettori». Il gruppo del Pdl, assicura infine Cicchitto, «custodirà le somme pignorate in ottemperanza a quanto previsto dal combinato disposto di cui agli articoli 545 e 546 del codice di procedura civile». Come dire, che anche a Montecitorio per pagare i debiti c'è sempre tempo con buona pace della società 2 B TEAM arl che ha offerto le sue prestazioni ormai un paio di anni fa.

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