Chiusa l'inchiesta sui gettoni di presenza. La procura: la Asl truffata di 300 mila euro
PESCARA. Sessantasei indagati per una truffa da quasi 300 mila euro. Nel mirino della finanza e della procura ci sono 50 medici e 16 segretari delle commissioni di invalidità della Asl di Pescara: per tutti, l'accusa che si ripete in un provvedimento lungo più di 150 pagine è truffa continuata.
«Con artifici e raggiri», dice il capo d'imputazione contestato sull'avviso di conclusione dell'indagine, i 66 medici e funzionari hanno attestato «contemporaneamente e falsamente» la propria presenza sul posto di lavoro alla Asl e nelle commissioni d'invalidità. Così, per la guardia di finanza, coordinata dal comandante provinciale Mauro Odorisio, medici e segretari si sono procurati «un ingiusto vantaggio patrimoniale».
CUMULO DI GETTONI. Come? Hanno cumulato gli stipendi di dipendenti Asl, non timbrando i cartellini di uscita dal lavoro per partecipare alle commissioni, e i gettoni di presenza (50 euro a seduta più, per i medici, cinque euro a pratica conclusa): una prassi fuorilegge perché è possibile partecipare alle commissioni soltanto al di fuori dell'orario di lavoro, timbrando i cartellini di uscita e accettando così diminuzioni degli stipendi. Secondo l'inchiesta, invece, i medici e i funzionari hanno omesso di timbrare i cartellini all'uscita del lavoro per avere più soldi: un'omissione calcolata, accusa la finanza, per avere diritto a stipendi interi di dipendenti Asl e, in più, anche ai gettoni di presenza per le commissioni. L'indagine, coordinata dal pm Annalisa Giusti, è riferita agli anni 2006 e 2007: secondo la finanza, la Asl è stata «indotta in errore» e ha pagato agli indagati quasi 300 mila euro in più. Soldi che la Asl ha già ricominciato a riprendere trattenendoli dagli stipendi dei dipendenti.
FORTUNATO. Nell'elenco degli indagati, ci sono anche nomi e cognomi di spicco della sanità pescarese: il primo è Valterio Fortunato, 53 anni, direttore medico dell'ospedale e designato dal direttore generale della Asl Claudio D'Amario, dopo la riforma delle commissioni con 101 nomine decisa tre mesi fa all'apice dell'indagine della finanza, presidente della prima commissione d'invalidità. Indagati anche Carla Granchelli, dirigente del servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl e Antonio Caponetti, direttore medico dell'ufficio Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro. Sotto inchiesta anche Rita Mazzocca, dirigente del distretto sanitario di Pescara sud (via Rieti), Giancarlo Di Iorio, dirigente del laboratorio analisi e Gianfranco Ricci, l'ex direttore del dipartimento dei Servizi sanitari e assistenziali appena tornato, da pensionato, a fare il medico di famiglia.
ALDERIGHI. Già finito nel mirino della squadra mobile, arrestato ai domiciliari il 4 luglio del 2009 e rinviato a giudizio per il presunto malaffare al distretto sanitario di Scafa, torna sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori anche Riccardo Alderighi.
SCELTI DA D'AMARIO. Tra gli indagati, ci sono anche i nuovi componenti delle commissioni scelti da D'Amario con un obiettivo dichiarato: riportare «organizzazione» e rendere le commissioni uno «strumento snello e adeguato alla domanda con contestuale abbattimento dei tempi di attesa», così recita la delibera della Asl 1.156. Quattro dei dieci presidenti nominati da D'Amario sono indagati: oltre a Fortunato, si tratta di Marisa Ramundo (quinta commissione), Anna Maria Ambrosi (sesta) e Roberto Antonacci (decima ciechi). Tra i 101 prescelti da D'Amario, indagati decine di medici e segretari. Alla vigilia dell'entrata in vigore delle nuove commissioni, sarà interessante assistere a cosa farà D'Amario: cambierà i componenti che ha appena scelto o andrà avanti difendendo la sua scelta adottata per dire basta a «disordine, superficialità e leggerezza» trovati nel settore?
LETTERA. Agli atti dell'inchiesta c'è anche una lettera di D'Amario del 7 giugno scorso spedita ai tremila dipendenti della Asl: una lettera che conferma la tesi della finanza perché parla di «fatto di notevole gravità» e cioè «la non conforme registrazione degli orari di servizio ai terminali di rilevazione delle presenze». «È fatto divieto ai segretari di commissioni sanitarie», questo l'ordine di D'Amario, «dare appuntamento agli utenti negli uffici di appartenenza».
Dalle notifiche, gli indagati hanno 20 giorni per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive prima che il pm firmi la richiesta di processo.
Coinvolti anche gli esaminatori dei concorsi
Granchelli e Caponetti hanno promosso la moglie di Pagano
PESCARA. È soltanto una coincidenza ma, nell'inchiesta della guardia di finanza sulla truffa dei gettoni di presenza, ci sono anche Carla Granchelli e Antonio Caponetti: Granchelli, dirigente del servizio Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl, e Caponetti, direttore medico dell'ufficio Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, sono stati due dei tre componenti della commissione d'esame che, il 10 marzo dell'anno scorso, ha decretato il primato della moglie del presidente Pdl del consiglio regionale Nazario Pagano al concorso per un posto da dirigente medico.
Nell'inchiesta della finanza, Granchelli e Caponetti sono accusati di truffa come altri 64 tra medici e segretari delle commissioni di invalidità. Invece, nell'indagine della squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, sul concorso vinto da Graziella Soldato non ci sono indagati: il pm Mirvana Di Serio è impegnata a valutare un rapporto della polizia.
Soldato ha vinto il posto da precaria nel servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica superando la seconda classificata di 0,795 punti grazie a un colloquio a domanda secca sulla malaria che la commissione ha definito così: «Soldato illustra in modo molto brillante e competente l'epidemiologia, le strategie di prevenzione, la profilassi e la terapia della malattia anche riguardo agli effetti collaterali e alla resistenza ai farmaci», recita il verbale della prova orale.
L'inchiesta sul concorso vinto dalla moglie di Pagano è partita da un esposto di Fausto Di Nisio, ex presidente del collegio sindacale della Asl e consigliere comunale dell'Idv: lo stesso Di Nisio, poi, ha scoperto che Granchelli è stata relatore, nell'anno accademico 2004/2005, della tesi di specializzazione di Soldato alla scuola di specializzazione di Igiene e medicina preventiva dell'università D'Annunzio.
Granchellli e Caponetti sono stati in commissione insieme anche in un altro concorso finito sotto inchiesta, sempre dopo la denuncia di Di Nisio: si tratta della selezione, poi congelata dalla Asl con la giustificazione della carenza di fondi, per un posto da dirigente medico in Igiene degli alimenti e nutrizione.
Due concorsi che hanno un punto in comune: la seconda classificata è sempre la stessa, una precaria che lavora in ospedale grazie alla borsa di studio di un'azienda farmaceutica.