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Data: 18/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Truffa con le risorse del terremoto - Monsignor D'Ercole, quattro ore dal giudice. Interrogato in un luogo segreto. Ha declinato ogni responsabilità

Questa volta la discrezionalità e il silenzio dovevano avere la priorità assoluta, e così è stato. Se infatti in qualche modo la presenza dei carabinieri, seppur discreta, era stata notata all'istituto di scienze religiose della Torretta, nel giorno della consegna dell'avviso di garanzia al vescovo ausiliare monsignor Giovanni D'Ercole, ieri gli investigatori hanno voluto utilizzare un mezzo efficace, quello del depistaggio dai giornalisti presenti in Procura in attesa dell'apparizione dell'indagato. Gli investigatori infatti nel tardo pomeriggio hanno lasciato gli uffici della Procura palesando l'intenzione di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Ma così non è stato. Gli inquirenti e lo stesso pm hanno poi raggiunto una località tenuta segreta, fuori città, dove ad attenderli c'era il vescovo ausiliare, Giovanni D'Ercole, e i suoi due avvocati di fiducia, Claudio Ferrazza del Foro di Roma ed Amedeo Ciuffetelli del Foro dell'Aquila. D'Ercole è indagato dalla Procura aquilana per i reati di false dichiarazioni e favoreggiamento.
L'interrogatorio è durato circa quattro ore. È stato confermato anche da una scarna nota della Curia. Al termine gli avvocati hanno messo subito le mani avanti: «Non possiamo aggiungere molto all'interrogatorio perché non vogliamo creare problemi al prosieguo dell'inchiesta -ha detto l'avvocato Ferrazza- Quello che possiamo dire è che monsignor Giovanni D'Ercole ha risposto a tutte le domande che sono state formulare dall'accusa. Ha fornito i chiarimenti richiesti. Con l'interrogatorio di oggi abbiamo chiarito tutto. Spettano ora al pubblico ministero le valutazioni finali». Alla domanda del cronista sullo stato psicologico del vescovo ausiliare, raggiunto una settimana fa dall'avviso di garanzia dopo essere stato inizialmente tirato in ballo dalle innumerevole intercettazioni telefoniche, Ferrazza ha risposto: «Dopo l'interrogatorio monsignor D'Ercole è meno teso, ha scaricato le tensioni nervose accumulate dal momento in cui lo si è accostato a una vicenda che non lo riguarda». I due legali hanno annunciato l'intenzione di presentare nei prossimi giorni delle memorie difensive.
L'inchiesta che coinvolge il presule è quella relativa alla tentata truffa messa in atto dalla Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo i cui organizzatori, il professore romano Fabrizio Traversi e il medico aquilano Gianfranco Cavaliere, avrebbero cercato di appropriarsi di 12 milioni di euro provenienti dai cosiddetti fondi Giovanardi destinati ad attività sociali per il post terremoto. Monsignor D'Ercole, che inizialmente era tra i vertici della Fondazione, è accusato dal pm Antonietta Picardi, titolare dell'inchiesta, di aver rilasciato false dichiarazioni nel corso di un interrogatorio e di favoreggiamento per avere messo al corrente il professor Traversi, finito ai domiciliari qualche giorno dopo, che c'era un'inchiesta sulla Fondazione.

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