CLASS action amministrativa contro Trenitalia e ministero Trasporti e Infrastrutture. La diffida parte oggi. A firmarla sono gli Avvocati dei consumatori. Spiega il portavoce dell'associazione, Domenico Romito: «Siamo di fronte a un gesto autoritario. La scelta di ministero e Trenitalia destinata, da dicembre, ad eliminare i treni a lunga percorrenza verso Roma e Milano, più che violare gli standard di qualità ed efficienza, addirittura sopprime un servizio pubblico». Servizio, aggiunge l'avvocato Romito, regolato dal cosiddetto contratto universale sottoscritto sia dai Trasporti, sia da Trenitalia. Si tratta tuttavia di un contratto, «peraltro quasi introvabile», che secondo i rappresentanti dei consumatori non sarebbe stato rispettato. «Qualsiasi tipo di modifica, legata ad orari e corse, doveva essere il frutto di un vero e proprio negoziato con le amministrazioni locali. Ma la Regione Puglia, nel caso specifico, non è stata consultata». Non finisce qui. Per Romito, ammesso e non concesso che l'operazione lacrime e sangue riuscisse ad essere varata, «dovrebbe procurare comunque dei vantaggi ai passeggeri, invece non è così. Sì, insomma, il costo dei biglietti dovrebbe essere abbassato. Questo perché Trenitalia mi costringe a partire alle ore che stabilisce senza concordare niente con nessuno: cioè, penalizza pesantemente gli utenti. Ma contemporaneamente mi impone lo stesso prezzo o perfino un prezzo superiore a quello attuale, che si aggira tra i 41 e i 71 euro». La patata bollente dei trasporti negati - le indiscrezioni sindacali parlano di una decina di tratte da sopprimere, però Trenitalia assicura che «l'offerta sulla linea adriatica sarà potenziata e velocizzata» - approda in Parlamento. Ieri, durante il dibattito a Palazzo Madama sulla fiducia al governo Monti, il senatore Adriana Poli Bortone rivolge «un accorato appello» al titolare di fresca nomina per Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera: «Ministro, blocchi Trenitalia. Non consenta che siano tagliati i trasporti su ferro, essenziali per l'economia del Mezzogiorno e quindi per quella di tutta l'Italia». La Poli Bortone predica «forme di concertazione rapida e seria con il territorio, sapendo individuare quelle priorità che rendano credibili anche agli occhi dell'Europa le politiche di coesione». Oggi Cgil, Cisl e Uil tirano su il primo presidio antistangata davanti alla stazione ferroviaria di Lecce, domani la carovana dei mugugni si trasferirà a Foggia. Fino alla fine di questo mese, tutte le principali città pugliesi saranno teatro di manifestazioni pacifiche e arrabbiate, insieme. «Fate presto!» recita lo slogan stampato sul volantino che sarà distribuito alla gente: il riferimento è alla «energica reazione» della politica, reclamata dalle confederazioni sindacali. Tra martedì e venerdì della prossima settimana, l'assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini e i gruppi politici di maggioranza e opposizione dovrebbero mettere a punto la risposta da dare a Trenitalia per «evitare di essere ghettizzati».