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Data: 28/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Deficit, Abruzzo a rischio stangata. I sindacati: su Irap e Irpef aumenti superiori al previsto

L'AQUILA. La giunta regionale vuole aumentare ulteriormente Irap ed Irpef, oltre l'incremento già previsto nel piano di risanamento della sanità: questo per coprire il disavanzo di 125 milioni di euro che impedisce la redazione di Bilancio e Finanziaria 2007. A tale scopo, l'esecutivo ha intenzione di chiedere al Governo, con un apposito provvedimento, la possibilità di anticipare al 2007 l'aumento dei massimali delle due aliquote, previsto per il 2008 per le regioni in deficit sanitario. La denuncia arriva dal segretario regionale della Uil, Roberto Campo, che insieme ai rappresentanti di Cgil e Cisl e alle parti sociali, si oppone all'inasprimento della pressione fiscale come soluzione per contrastare la grave situazione dei conti regionali.
I sindacati chiedono alla giunta regionale di attivare subito una riforma strutturale del sistema sanitario e di coprire il disavanzo con il taglio degli sprechi, non solo nella sanità.
Il quadro è emerso ieri al termine del lungo incontro seguito alla riunione della Giunta regionale che, come annunciato nei giorni scorsi, avrebbe dovuto decidere la strada da imboccare per costruire un Bilancio ed una Finanziaria 2007 efficace. Ma ieri l'esecutivo non ha sciolto il nodo e la redazione dei due strumenti, da approvare entro il 31 dicembre per evitare il ricorso all'esercizio provvisorio, sono ancora in alto mare.
La giunta si riunirà di nuovo domani, mentre i sindacati di vedranno oggi pomeriggio a Pescara con l'assessore regionale alla sanità Bernardo Mazzocca per un ulteriore tappa di concertazione.
«La proposta illustrata dall'assessore D'Amico di chiedere al Governo di poter anticipare al 2007 la facoltà di incrementare ulteriormente oltre i massimali l'Irap e l'Ire a copertura del deficit complessivo del bilancio regionale rappresenta a nostro giudizio», ha detto Campo, «un percorso tortuoso e di dubbio esito per raggiungere obbiettivi non condivisibili, e cioè il ricorso automatico ad ancora nuove tasse quale via maestra per fa quadrare i conti».
Per Campo la situazione generale non è ben definita e l'emergenza la fa da padrona: «l'entità del deficit rimane non chiarita».
«La possibilità, ventilata nel piano di risanamento della Sanità, di potere in capo a un paio d'anni cominciare a fare a meno della maggiorazione di Irap ed Ire viene di fatto smentita, e anzi si ipotizza una tassazione che va al di là dei massimali di incremento. La dimensione in cui si svolge la discussione è esclusivamente quella dell'emergenza», ha detto ancora, «senza che si delinei alcun percorso di futura fuoriuscita dalla situazione presente. Sul fronte delle riforme strutturali, la situazione rimane del tutto insoddisfacente».
Duro anche il segretario regionale della Cgil, Franco Leone: «Il progetto di legge è completamente sballato perché bisogna intervenire sulle fonti della spesa sanitaria gonfiata per una lunga serie di sprechi, si continuano ed erogare servizi attraverso le strutture ospedaliere ed questo metodo determina il deficit. Invece è necessario puntare sulla medicina sul territorio».
Leone chiede un patto per la salute «che porti ad una riforma rapida e coraggiosa che abbatta subito la spesa sanitaria ed eviti l'aumento delle tasse».
Per il segretario provinciale dell'Aquila Gianfranco Giorgi, che ha rappresentato la segreteria regionale, «la situazione è critica perché le risorse non ci sono ed aumento le tasse c'è la sola penalizzazione del cittadino. Le risorse vanno cercate altrove cioè sugli sprechi della sanità eliminando privilegi che purtroppo esistono ancora in maniera pesante, e mi riferisco ai doppioni e alle strutture inutili».

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