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Data: 19/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Scilipoti con il manifesto mortuario. Lutto al braccio: la democrazia è morta. Quasi una zuffa tra deputati sardi. Gabriella Carlucci: «Il mio addio dopo le battute di Silvio sulla crisi»

Le curiosità. Anche la Mussolini vota no e se la prende con le extension della Carlucci: «Sono pure sintetiche»

ROMA. Se la Camera dei deputati ha ascoltato in religioso silenzio il presidente del consiglio Mario Monti, e il dibattito si è mantenuto su toni anomali per il nostro Parlamento, le note curiose non sono comunque mancate. Curiose e colorite anche se con protagonisti un po' «i soliti noti». Domenico Scilipoti (Popolo e territorio, ex Responsabili) e Alessandra Mussolini (Pdl) sono stati gli unici dell'ex maggioranza berlusconiana a votare no alla fiducia del nuovo governo. Un no condito con frasi e atteggiamenti tipici dei personaggi. Scilipoti, che nei giorni scorsi aveva parlato di «colpo di Stato», ieri si è presentato alla Camera con una vistosa fascia nera a un braccio. Ha passeggiato in Transatlantico prima dell'apertura dei lavori, fiero della sua dimostrazione, e a chi gli si avvicinava per chiedere il perché di quel lutto così vistoso lui non ha risposto, ma ha consegnato un manifesto mortuario in cui è rappresentata una croce con sotto scritto «oggi è morta la democrazia parlamentare. Il popolo sovrano ne dà il triste annuncio al Paese». Qualche risata, alzate di spalle, ma anche chi - come Silvano Moffa presidente di Popolo e territorio - l'ha invece presa sul serio, parlando di «un voto in difformità dal gruppo che è sconcertante».
Ma sono stati numerosi i deputati del Pdl (da Landolfi, a Moles, alla Beccalossi che si è anche augurata che «questo governo di banchieri non duri», ad altri ancora) a battere su quel tasto: «La sospensione della democrazia».
In mezzo c'è stato anche il tempo di una zuffa in salsa sarda sventata dai commessi della Camera. Mentre stava parlando Antonio Di Pietro i sardi Salvatore Cicu e Settimo Nizzi, del Pdl, sono stati visti discutere animatamente. Si è inserito poi il napoletano Paolo Russo in sostegno di Cicu, e quindi Mario Landolfi. Discussione che per poco non finiva a botte per misteriosi motivi: «Cose sarde» hanno commentato alcuni deputati.
Ma anche la Mussolini ha dimostrato di essere in una delle sue giornate «migliori», votando no e vomitando veleno sul governo Monti e sulla sinistra. «Monti è il frutto di un colpo di mano architettato a puntino. Il voto di oggi è vergognoso» ha detto, per poi prendersela con la Carlucci, passata nell'Udc: «Si è fiondata sul prossimo ministro alla Cultura e ha iniziato a tartassarlo con le sue "extension". Gliel'ha buttate addosso, e sono pure sintetiche perché si arricciano a seconda dell'umore...».

Gabriella Carlucci: «Il mio addio
dopo le battute di Silvio sulla crisi»
Parla la deputata passata dal Pdl all'Udc

MILANO - «Sono avvilita, mi considerano uno zero, un'ingrata venuta dal nulla». È quanto dice Gabriella Carlucci nella sua prima intervista dopo il passaggio dal Pdl all'Udc. «Ho visto molti imboscati, nascosti dietro la porta, persone senza coraggio», racconta la deputata ad «Io Donna» raccontando il percorso che l'ha portata a cambiare partito, culminato, racconta: «Quando Berlusconi ha detto che i ristoranti erano pieni, non potevo più girare per Margherita di Savoia. Io so che c'è crisi perchè sono sindaco: vedo le banche che non danno soldi, le aziende che licenziano».

BERLUSCONI - Secondo la Carlucci dietro le dimissioni di Berlusconi potrebbe esserci stata una trattativa per non subire aggressioni di tipo giudiziario. Anche se, sempre secondo la neodeputata Udc, il curriculum del neo ministro della Giustizia Paola Severino è al di sopra di ogni sospetto.

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