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Data: 20/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni, arriva il contributivo per tutti. Fisco: non solo Ici. Possibile aumento dell'Iva, giù Irap e Irpef

ROMA. Ici, pensioni (vitalizi dei parlamentari compresi) e lavoro. Ecco cosa potrebbe cambiare con le misure a cui sta pensando il governo Monti e che domani saranno discusse in Cdm per essere poi presentate all'Europa e - forse - già inserite in un decreto di fine anno.
Fisco. Per quanto riguarda il ritorno dell'Ici, non si discute più sul "se" ma sul "come". L'ipotesi più probabile è quella di anticipare al 2012 l'introduzione dell'Imu (l'imposta municipale unica prevista dal federalismo comunale a partire dal 2014) inglobandoci anche l'Ici. Questo garantirebbe un gettito di almeno 3,5 miliardi, ma aumentando l'aliquota per le case di maggior valore si potrebbe ottenere anche di più. Passando dalla vecchia Ici, pari al tre per mille, ad un'aliquota del 6,6 per mille (così come previsto in una delle bozze della manovra di ottobre) il gettito salirebbe a oltre 8 miliardi. Contestualmente saranno rivalutate anche le rendite catastali: portandole dall'attuale 5% al 10% o anche al 15% si potrebbero recuperare tra il 500 e i 970 milioni.
Possibile un aumento dell'Iva (dopo l'aumento dal 20% al 21% dello scorso settembre ora si potrebbe portare al 23% con un gettito supplementare di 8,4 miliardi) in cambio di un alleggerimento dell'Irpef per i lavoratori - saranno premiate soprattutto le donne - e dell'Irap.
Pensioni. Contributivo per tutti, innalzamento della quota e incentivi per chi lavora più a lungo: queste le linee guida della riforma. Oggi funziona così: per andare in pensione bisogna aver raggiunto almeno "quota 96" (la somma fra anni di età e contributi). A chi, prima del 1995, ha già versato 18 anni di contributi viene applicato il sistema retributivo; a chi è stato assunto prima del 1995 ma con meno di 18 anni di contributi a quella data si applica un sistema misto contributivo e retributivo, mentre a chi è stato assunto dopo il 1995 si applica già il sistema contributivo. Con le modifiche a cui sta lavorando il ministro Fornero si andrebbe in pensione più tardi - la soglia minima potrebbe essere alzata a 63 anni e la quota avvicinarsi gradualmente a 100 - gli assegni sarebbero meno ricchi - il contributivo verrebbe applicato da subito a tutti i nuovi pensionati che riceverebbero non più l'80% dell'ultimo stipendio ma solo quanto effettivamente versato nella loro vita contributiva - e sarebbero previsti infine degli incentivi per chi lavora oltre i 66 anni di età, collegati a disincentivi per chi si ferma prima dei 65.
Vitalizi parlamentari. Oggi deputati e senatori con almeno 5 anni di mandato effettivo alle spalle hanno diritto ad un vitalizio a partire dal 65º anno di età (ma con più anni di mandato il vitalizio può partire già al compimento dei 60 anni). L'importo varia a seconda dei mandati ed è comunque compreso tra il 20% e il 60% dell'indennità mensile lorda, pari a 12.005,95 euro. Il vitalizio viene finanziato in parte con la trattenuta dell'8,6% sulle indennità. Un confronto: per i lavoratori dipendenti la trattenuta è pari al 33%. L'idea del governo è di passare al sistema contributivo anche per i politici e inoltre di alzare le trattenute per i parlamentari.
Costi della politica. Non solo vitalizi: i costi della politica saranno ridotti a tutti i livelli. Monti ha annunciato una "spending review": significa che ci sarà un monitoraggio di tutte le spese delle amministrazioni verificando possibili tagli che dovrebbero arrivare, per quanto riguarda il 2012, almeno a 4 miliardi. Possibile anche il taglio delle Province e la razionalizzazione di ministeri, rete diplomatica e consolare e organizzazione della giustizia.

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