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Data: 20/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Udc tira dritto: «Mai con Cialente». Dionisi e Pasqualone respingono l'invito di Arduini: «Avanti con il terzo polo»

Se il gruppo Arduini & Co, con la conferenza stampa dell'altro giorno, per certi versi dirompente, pensa di aver dato una spinta al processo di alleanza dell'Udc con il centrosinistra e Cialente, beh, equivale «a credere che un fulmine colpisce una miniera di ferro ed esce una locomotiva» (Albert Einstein). Le esternazioni di Arduini sono state accolte, naturalmente, con un pizzico di disappunto, ma con estrema serenità e non hanno scalfito la convinzione e la volontà dell'Udc di proseguire nel progetto di un terzo polo, anzi, di «un polo per L'Aquila», certamente alternativo, protagonista, impegnato in un confronto serrato con associazioni, circoscrizioni, società civile, e deciso a presentarsi con un proprio candidato sindaco alle elezioni amministrative. «È stato detto più volte che il nostro lavoro è indirizzato a ragionare su un terzo polo che coinvolga le associazioni in un progetto alternativo e già sono stati avviati incontri con circoscrizioni e associazioni» spiega Morena Pasqualone, segretario provinciale dell'Udc, serafica nella individuazione del percorso politico del partito all'Aquila e nel commento sulla diversa posizione di Giampaolo Arduini e dei consiglieri Giampaolo de Rubeis, Salvatore Placidi e Piero di Piero, in manovra di avvicinamento all'Udc.
«Sono serena, nessuna ostilità - aggiunge -. La posizione di Arduini è delicata, difende una coerenza personale. È dall'inizio al fianco del sindaco Massimo Cialente. Gli altri? Mah, uno solo di loro ha la tessera dell'Udc, per cui parlano a difesa delle proprie posizioni personali. Un tavolo per stabilire una linea chiara? No, non credo proprio. Non mancano le occasioni per esprimere un dissenso sulla linea del partito, ma certamente il tavolo non può essere quello di una conferenza stampa, soprattutto in un momento difficile per la città come questo». Il no ai diktat va rispedito al mittente: «Nessuna imposizione neanche sull'alleanza politica con il centrosinistra e con Cialente. Se il partito riuscirà a costituire un polo per L'Aquila, si vedrà poi chi vorrà starci e chi invece deciderà di non farlo. Esistono, è vero, due leader (Casini e Cesa, ndr), ma c'è anche una gerarchia dirigenziale, un commissario regionale e un segretario provinciale, che va rispettata, in una auspicabile dialettica democratica interna. Rodolfo De Laurentiis e Armando Dionisi non sono personaggi in cerca di autore, bensì due parlamentari». Sulla stessa lunghezza d'onda il commissario regionale Armando Dionisi: «Autorevoli iscritti dell'Udc aquilano auspicano un accordo con il centrosinistra. Rispetto le opinioni di tutti, ma mi dispiace deludere. La linea dell'Udc è chiara: siamo determinati a costruire e rafforzare la linea di autonomia al centro con il terzo polo, con tutti i movimenti civici e con quanti hanno nel cuore l'interesse degli aquilani. Diamo spazio e voce a queste realtà e per una volta i partiti pensino all'interesse generale, iniziando dal nostro partito. L'Udc non è disponibile a partecipare all'inutile e sterile partita del rimpallo delle responsabilità». Insomma, nessun calcio negli stinchi, ma Arduini si rassegni oppure si cerchi un'altra casacca.

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