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Data: 20/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ici, immobili e lotta al contante scatta subito il piano fiscale. Sulle rendite catastali intervento in due fasi: rivalutazione e poi riordino

ROMA Subito il fisco e l'eventuale correzione dei conti. Poi, in una fase successiva, le riforme più impegnative a partire da pensioni e lavoro. È questa la scaletta su cui si sta muovendo l'esecutivo di Mario Monti, ancora alla prese con la fase dell'insediamento ma già proiettato sui primi provvedimenti da prendere. Il primo capitolo sarà appunto quello fiscale, che comprende l'Ici e la revisione della tassazione sugli immobili, l'abbassamento drastico della soglia massima per l'uso del contante, l'indicazione di elementi patrimoniali nella dichiarazione dei redditi e - compatibilmente con l'andamento dei conti - anche un avvio della riduzione del carico fiscale sul lavoro. Il decreto legge sarà con tutta probabilità approvato nella prima decade di dicembre, dopo la riunione Ecofin del 28-29 novembre. Le nuove norme sarebbero così operative in tempi immediati o al massimo dall'inizio del 2012.
Il ritorno dell'Ici. Per quanto riguarda l'imposta comunale sugli immobili, va ancora fatta la scelta definitiva dello strumento da usare, nell'ambito del nuovo scenario del federalismo fiscale: o l'imposta municipale (Imu) o il nuovo tributo rifiuti e servizi (Res). La prima è destinata ad assorbire l'attuale Ici e l'Irpef sui redditi immobiliari (esclusi quelli da affitto tassati con la cedolare secca sull'Irpef) e dunque non tocca l'abitazione principale. Il tributo Res invece, in base ad uno degli ultimi atti del precedente governo, dovrebbe riunire in sé l'attuale tariffa sui rifiuti ed una nuova componente legata ai «servizi indivisibili dei Comuni» che scatta con l'occupazione a qualsiasi titolo di fabbricati ad uso abitativo, dunque compresa l'abitazione principale. Per questa componente sarebbe prevista un'esenzione per chi ha redditi inferiori a 15 mila euro. In generale la tassazione degli immobili dovrà essere progressiva ma è probabile che tale progressività sia calcolata non sui redditi quanto piuttosto sul valore complessivo degli immobili.
Le rendite catastali. La rivalutazione degli attuali valori è un'opzione di cui si parla da tempo; avrebbe effetto sulle imposte sul possesso ma anche su quelle sui trasferimenti. L'intervento potrebbe essere in due fasi: prima una rivalutazione secca, come quella del 5 per cento che fu attuata 15 anni fa, poi un riordino generale e più approfondito che corregga le anomalie stratificate nel corso degli anni.
La lotta all'evasione. L'inasprimento del divieto di uso del contante nelle transazioni, ormai certo, dovrebbe essere piuttosto radicale. L'attuale soglia di 2.500 euro (introdotta ad agosto in riduzione del precedente limite di 5.000) scenderebbe forse anche al di sotto dei 500 euro ipotizzati ad esempio da Confindustria, arrivando intorno ai 300. Con la prossima dichiarazione dei redditi scatterebbe invece l'obbligo di inserire accanto ai dati sui redditi anche altri elementi di natura patrimoniale, come immobili o titoli.
Il costo del lavoro. Come evidenziato dallo stesso premier Monti, l'operazione fiscale non avrà (o non avrà solo) l'obiettivo di migliorare i saldi di bilancio, ma dovrà anche servire ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro. Operazione che riguarda sia i lavoratori sia le imprese: dunque come già accadde al governo Prodi nel 2006, il nuovo esecutivo si troverà a decidere come usare insieme la leva dell'Irpef e quella dell'Irap. Nel primo caso il possibile intervento riguarderebbe la prima aliquota, che potrebbe scendere intorno al 20, nel secondo l'esclusione della componente costo del lavoro dalla base imponibile. Per compensare il minor gettito il governo potrebbe far ricorso oltre che ai proventi degli immobili ad un ulteriore ritocco dell'Iva, che tuttavia viene valutato con prudenza.
I conti. Data l'esigenza di confermare il pareggio di bilancio nel 2015, dovrebbe essere varata una manovra correttiva il cui importo è però ancora oggetto di verifica. Si tratta di quantificare gli effetti della minor crescita e l'eventuale maggior spesa per interessi. Secondo l'ex ministro Brunetta l'ordine di grandezza sarebbe mezzo punto di Pil, circa 8 miliardi.
Il nodo pensioni. L'idea guida di Elsa Fornero è l'allargamento del metodo di calcolo contributivo e l'introduzione di una fascia di pensionamento flessibile tra i 63 e i 70 anni. Altro obiettivo che sarà perseguito è l'armonizzazione dei vari regimi esistenti, compresi quelli applicati dalle casse private. Questo approccio non esclude possibili interventi sull'anzianità come quelli di cui si è discusso nelle settimane scorse. Il vicepresidente della commissione Lavoro Giuliano Cazzola (Pdl) ha proposto di consentire il pensionamento con i soli 40 anni di contributi esclusivamente agli operai, applicando per gli altri i limiti minimi di età.


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