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Data: 20/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini: «Aboliremo i vitalizi per gli ex deputati». Casini approva: «Sì ai tagli». Ma per Gasparri è demagogia

Costi della politica, il governo vuole partire dal riordino delle Province

ROMA Via i vitalizi ai deputati. L'annuncio a sorpresa è arrivato ieri da Gianfranco Fini: «Dobbiamo ridurre i costi della politica ha detto il presidente della Camera o meglio i costi degli apparati della politica. L'ufficio di presidenza di Montecitorio ha dato mandato ai questori di predisporre una riforma che porterà all'abolizione del vitalizio per gli ex-parlamentari a partire dalla prossima legislatura. È una piccola cosa ma è un esempio da seguire».
Parole accolte dall'immediato distinguo del questore pdl Antonio Mazzocchi. «Voglio rassicurare ha detto che i vitalizi precedenti non saranno toccati». Questione di diritti acquisiti, «riconosciuti dalla Corte Costituzionale». Critico, apertamente, Maurizio Gasparri che parla di demagogia piena di bugie». Positivo, invece, il commento twittato dal leader dell'Udc. «La politica deve dare il buon esempio ha scritto Pier Ferdinando Casini basta ottusità e difese corporative. Fin da subito: tagli ai vitalizi dei parlamentari». Polemico-ironico Antonio Di Pietro che ricorda quando, «un anno fa abbiamo presentato un disegno di legge proprio per tagliare i vitalizi ma tutti hanno votato contro, compreso il presidente della Camera».
Le parole di Fini, che ora dovranno essere trasformate in fatti, vanno nella direzione voluta da Mario Monti. Il suo discorso programmatico è stato chiaro: «Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere chiesti ai cittadini, sono ineludibili interventi volti a contenere il costo del funzionamento degli organi elettivi». Logico quindi che si cominci dal parlamento. Secondo l'ultimo rapporto, tra i più approfonditi sul tema, elaborato dal Dipartimento politiche territoriali della Uil, guidato da Guglielmo Loy, «ogni hanno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano in totale a 24,7 miliardi» che assorbono il 12,6% del gettito Irpef. Un sistema sovrabbondante e proprio dalle Province, ha detto Monti, il nuovo governo vuole partire per ridurre «la sovrapposizione dei centri decisionali. Il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria». E perciò subito. All'eliminazione definitiva penserà il ddl di modifica della Costituzione, già previsto dal governo Berlusconi.
Se Monti riuscirà a centrare l'obiettivo Province, inciderà su un capitolo che nel 2008, in base ai dati Uil, è costato ai cittadini la bellezza di 455 milioni solo per il funzionamento di consigli e giunte. Poco se paragonato ai 699 milioni assorbiti dagli organi istituzionali dei Comuni-capoluogo. La questione dei vitalizi, odiosa per l'iniquità del sistema, è tutto sommato marginale rispetto alla montagna dei costi di funzionamento delle istituzioni. Di politica, infatti, direttamente o indirettamente, si stima vivano 1,3 milioni di persone. Troppe.




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